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Lei seduceva la vittima e la banda gli strappava il Rolex. Arrestati dalla Mobile

Quattro campani sono finiti in manette. Già implicati nella sparatoria del Pepenero di questa estate e in un'operazione per il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. In quest'ultimo caso vennero trovati in possesso di una pistola Smith&Wesson Airlite calibro 38 pronta a sparare con 5 proiettili nel tamburo

Nella mattinata di mercoledì il personale della squadra Mobile di Rimini ha arrestato i quattro componenti della "banda dei Rolex" ritenuti i responsabili di una violenta rapina, avvenuta lo scorso 6 gennaio nella discoteca Classic Club, e di altri furti con strappo avvenuti nel riccionese durante l'estate. A finire in manette sono stati un napoletano 34enne, una napoletana 29enne, un casertano 35enne e un salernitano 24enne, tutti già noti alle forze dell'ordine e implicati nella sparatoria del Pepenero, avvenuta lo scorso 12 agosto, e in un giro di spaccio di sostanze stupefacenti scoperto, sempre dalla squadra Mobile, lo scorso 24 agosto.

In particolare, il gruppo è accusato di aver rapinato un 40enne riminese del proprio Rolex da 5mila euro all'albe del 6 gennaio nella discoteca Classic Club. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, verso le 9.30 di quella mattina la ragazza 29enne aveva avvicinato la propria vittima all'interno del locale e, dopo essersi fatta offrire da bere, aveva proposto all'uomo di appartarsi in un angolo della discoteca per consumare un rapporto sessuale. Il 40enne, attirato dall'offerta, aveva seguito la ragazza in un luogo appartato nei pressi della piscina del Classic e, dopo alcune effusioni, si era trovato davanti i tre complici che si sono avventati sul suo prezioso orologio. Ne era nato un violento tafferuglio col 40enne picchiato a sangue dai tre ragazzi che, dopo calci e pugni infertigli anche quando era a terra, sono riusciti a strappargli il Rolex e a fuggire.

Nel locale era intervenuta una pattuglia della polizia e, insieme alla vittima, avevano scorto tra il pubblico la 29enne. Portata in Questura, la ragazza all'inizio aveva cercato di negare ogni complcità ma, a un certo punto, è crollata facendo alcune ammissioni. La polizia aveva quindi eseguito una perquisizione nella stanza del residence occupata dalla ragazza nel corso della quale, gli inquirenti, avevano scoperto delle sostanze stupefacenti che avevano fatto guadagnare alla 29enne una denuncia per detenzione ai fini di spaccio. Dal controllo era emerso che, nella stessa struttura ricettiva, alloggiavano anche gli altri tre complici. Era stato quindi approntato un album fotografico e mostrato al 40enne che, senza ombra di dubbio, aveva riconosciuto i suoi rapinatori.

Dei quattro, l'unico già in carcere per altri reati è il salernitano 24enne al quale gli è stata notificata una nuova ordinanza di custodia cautelare nel carcere dei "Casetti" dove si trova già recluso. Degli altri tre, due sono stati ammanettati in un residence di Miramare dove risiedono mentre, il terzo, è stato arrestato a Prato. Secondo gli inquirenti, la banda è fortemente radicata nel territorio riminese dove, durante l'estate, si dedica allo spaccio di droga e alle rapine mentre, in inverno, punta tutto sulla vendita di sostanze stupefacenti nei locali della Riviera.

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