Letizia Moratti svela la collezione: "Disagio, dialogo e rinascita, questi i fili rossi che legano le opere"

"Questo progetto può essere stimolo in un paese come il nostro che dovrebbe costruire anche sulle leve dell’arte e della cultura una delle direttrici di sviluppo attuale e futuro"

L'opera che rappresenta Vanessa Beecroft

Dal Medioevo all'arte contemporanea, dai capolavori di antichi maestri che raccontano il Giudizio universale al dramma odierno dei migranti. Un viaggio che non conosce epoche e confini e si sviluppa in 70 opere d'arte che sono l'anima della collezione San Patrignano. Il frutto di un impegno portato avanti da Letizia Moratti e da suo marito Gian Marco per immaginare un "dopo" e un'eredità da lasciare alla comunità. Una collezione che oggi trova dimora nel nuovo Part di Rimini.

"Quello che è successo - ha commentato Letizia Moratti co-fondatrice della Fondazione San Patrignano - è un percorso sinergico che attraverso cultura e arte, alimenta un nuovo modello di collaborazione tra pubblico e privato. Un modello in grado di promuovere cultura, occupazione, sviluppo economico, riqualificazione urbana nel nome e per conto dell’innovazione, della qualità, della responsabilità sociale e della partecipazione allargata". In occasione della presentazione del Part, giovedì al Teatro Galli, Moratti ha ringraziato la regione Emilia Romagna per la vicinanza e, in particolare, la città di Rimini "per aver creduto fin dall’inizio in questo progetto di alleanza virtuosa a cui San Patrignano contribuisce con la propria collezione, nata dall’idea, mutuata dalla tradizione delle fondazioni anglosassoni, di dotarsi di una risorsa patrimoniale per eventuali progetti di natura straordinaria".

L'inaugurazione del Part e la nascita del progetto

Letizia Moratti ha evidenziato come tutte le opere affrontano temi chiave per San Patrignano: l’emarginazione, il disagio sociale, l’accoglienza, la rinascita. "E' questo il filo rosso che lega le opere. Credo che questo progetto rappresenti un unicum nel suo genere e possa costituire uno stimolo per iniziative simili in un paese come il nostro che dovrebbe costruire anche sulle leve dell’arte e della cultura una delle direttrici di sviluppo attuale e futuro”. E se c'è un'opera simbolo di questa collezione nel legame con San Patrignano, secondo Moratti, è quella che rappresenta Vanessa Beecroft dopo avere allattato due gemelli di colore, durante un viaggio in Sudan. "Nutrire figli non nostri, credo che sia questo il senso più profondo del nostro percorso".

Per il sindaco Andrea Gnassi il Part è uno "spazio dell’impossibile che si fa possibile: passato, presente e futuro senza soluzione di continuità, verso una direzione inedita. Ci sono meravigliosi palazzi della grande storia d’Italia; ci sono folgoranti opere d’arte internazionali; c’è un capolavoro trecentesco in posizione spartiacque ma che, in realtà, dirige e miscela un’atmosfera magica in cui il particolare diventa universale. Tutto questo accade a Rimini, cioè un luogo da anni percepito come simbolo di una contemporaneità istantanea. Nel Part c’è tanto di una Rimini, allo stesso tempo nuova e antica. Processi di rigenerazione urbana, in cui sono l’arte, la cultura e la creatività, i motori di uno sviluppo finalmente fondato sulle relazioni e sul concetto più nobile di comunità".

Il museo

Il nuovo sito museale si colloca all’interno del complesso monumentale medievale costituito dal duecentesco Palazzo dell’Arengo e dal trecentesco Palazzo del Podestà, i due imponenti edifici contigui di grande rilevanza storica e architettonica che insieme a Palazzo Garampi, al Teatro Galli e alla Pescheria si affacciano sulla Piazza Cavour, cuore della città. Il pubblico avrà accesso al piano terra, primo piano e scalone monumentale di Palazzo dell’Arengo e alle sale del piano terra di Palazzo del Podestà. All’interno di questo contesto, interessato da un primo intervento di riqualificazione, trova quindi casa la collezione della Fondazione San Patrignano, raccolta di opere donate di affermati artisti contemporanei del panorama italiano e internazionale in costante espansione, avviata nel 2017. 

part - giudizio universale-2

Il progetto

Il restauro e il riadeguamento funzionale degli edifici sono stati realizzati dall'architetto Luca Cipelletti e dal suo studio, che ha anche firmato la messa in scena e l’allestimento della Collezione di San Patrignano. Il progetto museografico segue e ricalca la natura eclettica della collezione come punto di forza e propone grazie a modalità allestitive innovative una fruizione del contenuto estremamente libera, non scandita da un percorso di relazioni storico-critiche tra le opere. All’interno di Part le opere sono protagoniste: della relazione con gli spazi medievali dei palazzi, e della relazione con il visitatore.
La raccolta d'arte è il risultato della prima grande iniziativa italiana di endowment su modello anglosassone: le opere della raccolta sono state donate alla Fondazione San Patrignano con atti che impegnano la Fondazione a non alienarle per un periodo minimo di cinque anni, contribuendo alla loro messa in valore rendendole visibili al pubblico; successivamente potranno essere cedute solo in caso di esigenze straordinarie della comunità per soddisfare prioritarie necessità degli ospiti in percorso di recupero dalla tossicodipendenza.

"Il concetto di patrimonio artistico in Italia viene prevalentemente ricondotto all’arte antica; l’apertura di Part Palazzi dell’Arte Rimini è un'ulteriore testimonianza del fatto che anche l’arte contemporanea contribuisce in maniera significativa a questo patrimonio - afferma Clarice Pecori Giraldi, responsabile del coordinamento curatoriale della Collezione San Patrignano - Le opere d’arte costituiscono un tesoro finanziario oltre che culturale, e ad esse la Fondazione San Patrignano riconosce pieno carattere di asset patrimoniale. Radicalmente innovativa è anche l’assunzione di responsabilità da parte della Fondazione nei confronti dei donatori riguardo alla valorizzazione dei doni ricevuti attraverso un'attenta politica espositiva, iniziata con le mostre temporanee e che oggi raggiunge il proprio momento culminante con l'apertura del Part nel cuore storico di Rimini, conseguendo concretamente la perfetta armonia tra valore culturale e sociale del progetto”.
 
L’architetto Luca Cipelletti sottolinea come "Part sia un progetto museale che pone in relazione arte e architettura. La sfida è stata trovare una sintesi di progetto tra la valorizzazione di due importanti palazzi medievali e l'esposizione di una collezione di arte contemporanea. Nella sala dell’Arengo l’allestimento ruota attorno ad un grande setto espositivo, posto in diagonale e al centro dello spazio. Entrando nella sala, la percezione è quella di un grande vuoto, all’interno del quale il setto è percepito come una lama che guida il visitatore verso la luce naturale delle polifore. La regia del percorso valorizza una percezione graduale sia della sala che delle opere. Evitando la rigidità della “scatola nella scatola”, la visione che ha guidato il progetto è quella del dialogo dello spazio con la collezione che accoglie. L'allestimento si declina di volta in volta assecondando le situazioni architettoniche nelle quali si colloca. Dimensione, posizione e materiali sono variabili in relazione alle proporzioni e al carattere dell’architettura, per diventare dispositivi funzionali; un omaggio alla tradizione museografica italiana dei Maestri che hanno guidato la ricostruzione dei Musei Civici del dopoguerra”.

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Gli eventi per la città

Le porte di Part si aprono gratuitamente al pubblico per uno speciale weekend di inaugurazione: giovedì 24 settembre dalle 17 a mezzanotte e venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 settembre dalle 9 a mezzanotte. 

Il Part sarà poi aperto dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 16 alle 18. Il biglietto di ingresso sarà di 8 euro, 6 il ridotto. 12 euro per il biglietto unico valido, con tre giorni di durata, per tutti i musei comunali.

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Gli artisti in mostra

Mario Airò, Vanessa Beecroft, Bertozzi & Casoni, Domenico Bianchi, Alessandro Busci, Pier Paolo Calzolari, Maurizio Cannavacciuolo, Loris Cecchini, Jake e Dinos Chapman, Sandro Chia, Roberto Coda Zabetta, George Condo, Enzo Cucchi, Anne de Carbuccia, Thomas De Falco, Nicola de Maria, Gianluca Di Pasquale, Zehra Doğan, Nathalie Djurberg & Hans Berg, Sam Falls, Flavio Favelli, Giuseppe Gallo, Alberto Garutti, Giorgio Griffa, Shilpa Gupta, Mona Hatoum, Damien Hirst, Carsten Höller, Emilio Isgrò, Giovanni Iudice, William Kentridge, Loredana Longo, Claudia Losi, Iva Lulashi, Ibrahim Mahama, Agnes Martin, Paul McCarthy, Igor Mitoraj, Davide Monaldi, Gian Marco Montesano, Mimmo Paladino, Yan Pei-Ming, Tullio Pericoli, Achille Perilli, Diego Perrone, Luca Pignatelli, Pino Pinelli, Michelangelo Pistoletto, Gianni Politi, Matteo Pugliese, Jean Paul Riopelle, Pietro Ruffo, Mario Schifano, Julian Schnabel, Elisa Sighicelli, Andreas Slominski, Ettore Spalletti, Grazia Toderi, Francesco Vezzoli, Velasco Vitali, Silvio Wolf, Xiaongang Zhang.
Inoltre, il Part ospita un’opera site-specific dell’artista David Tremlett, realizzata con l’aiuto dei ragazzi della comunità San Patrignano.

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