Lezione 'antistalking' al liceo scientifico Einstein

Nella mattinata di sabato, lezione particolare agli studenti delle 3^ e 4^ classi del Liceo Scientifico "Einstein" di Rimini: il "pool" antistalking messo in campo da Carabinieri

Nella mattinata di sabato, lezione particolare agli studenti delle 3^ e 4^ classi del Liceo Scientifico “Einstein” di Rimini: il “pool” antistalking messo in campo da Carabinieri, Comune di Rimini, Associazione “Rompi il Silenzio” è salito in cattedra dove, nel corso di quasi due ore di incontro, ha affrontato il delicato tema delle violenza in genere e della tutela delle vittime vulnerabili. I circa 300 ragazzi hanno partecipato con vivo interesse al momento formativo promosso dopo la messa a punto del progetto patrocinato dall’Ufficio Scolastico Provinciale.

 Il tema è di estrema attualità e parlarne è stata proprio una bella opportunità ed esperienza anche per i relatori: l’Assessore del Comune di Rimini alle Pari Opportunità, Nadia Rossi, il Capitano Vincenzo Giglio, l’operatrice di Rompi il Silenzio, Elvira Ariano, e l’avvocato Aida Pini, del foro di Rimini. Le due ore di incontro e dibattito sono letteralmente volate via. Ai giovani uditori è stato spiegato il complesso fenomeno della degenerazione di rapporti umani, quasi sempre la causa scatenante del delirio ossessivo dello stalker, gli strumenti normativi a tutela delle vittime, la figura giuridica del reato di “atti persecutori”, i poteri del giudice, le pene e le conseguenze per coloro che si rendono autori di tali spirali di violenza. Nel commentare i dati statistici sul fenomeno, oltre ad evidenziare l’elevato numero di persone che, ogni anno, perdono la vita per mano di “ex partner” e per relazioni “finite male”, è stato rappresentato che la gabbia di violenza e persecuzione che caratterizza questo reato può colpire “chiunque” nel momento in cui ci si lascia soggiogare da qualcuno che, in maniera ossessiva, controlla la nostra vita, che influenza le nostre scelte ed è capace di farci cambiare le nostre abitudini di vita.

Il primo passo per “uscire” da questa spirale di violenza è prendere consapevolezza della situazione, non accettare “il famoso ultimo appuntamento”, parlare con amici e parenti della situazione, trovare il coraggio “di denunciare” i fatti ed il loro autore. Agli alunni è stato spiegato che esiste una rete nazionale e locale antiviolenza: chi si dovesse trovare in situazioni drammatiche o, semplicemente ha bisogno di aiuto, può rivolgersi ai Carabinieri, alle Forze dell’Ordine, ai servizi sociali del comune, agli sportelli “per lei” della provincia o all’Ausl ed ai suoi presidi sanitari e tutti questi enti saranno pronti ad aiutarlo concretamente, anche dando loro un rifugio in una “casa protetta”.
Nell’affrontare il tema è stato fatto riferimento anche ad alcuni casi concreti di cronaca che si sono verificati in questo territorio ed i ragazzi sono rimasti molto colpito di come, “delle brave persone” nell’impeto del momento e perché mal hanno interpretato una “storia finita”, si sono resi autori di fatti anche gravi, per i quali poi ne hanno dovuto rispondere davanti al Tribunale e, molti, sono stati colpiti da provvedimenti limitativi della libertà (ordinanza di custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari, ecc.)
Inoltre è stato presentato anche la nuova figura che negli ultimi tempi la giurisprudenza ha enucleato dalla casistica: lo stalker condominiale, come quel condomino che, con atti di prevaricazione e molestie continuate, importuna i suoi vicini danneggiando le aiuole, rubando la corrispondenza, staccando il contatore o infastidendo con rumori molesti a tutte le ore.

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