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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

La lezione di vita della prof che combatte il cancro. "La malattia è tornata, ma aiuterò chi sta peggio"

La docente riminese annuncia il ritorno della malattia nel nuovo aggiornamento pubblicato sulla pagina Facebook "Luisa Vive"

La sua storia ha comosso tutta l'Italia. Insegna a Forlì, ma lei è originaria del Riminese. Non cerca commiserazione. Non elemosina lacrime. Ma dona l'ennesima lezione di vita. Potrebbe vedere nero Luisa Stracqualursi, ricercatrice in statistica e docente al Campus di Forlì, che da anni lotta duramente contro una forma particolarmente aggressiva di cancro al seno. Nel nuovo aggiornamento pubblicato sulla pagina Facebook "Luisa Vive", la docente annuncia infatti il ritorno della malattia.

La battaglia

La sua storia è stata raccontata nel libro "Cento perle tra le onde"). Per affrontare una trasferta negli Stati Uniti e accedere a una cura basata sull’immunoterapia sperimentale, Luisa non ha esitato a chiedere aiuto e ha lanciato una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme. In questa battaglia è stata supportata con raccolte fondi e gesti di solidarietà da parte anche di diversi personaggi famosi, dal mondo dello sport a quello dello spettacolo, fra cui Valentino Rossi.

Il 23 novembre del 2020 aveva annunciato di essere "riuscita a fermare la malattia". "Non sono clinicamente guarita, ma la malattia che non si arrestava neppure sotto svariate chemioterapie oggi si è fermata - scriveva -. Non ho progressione e da marzo del 2020 ho interrotto la chemioterapia". Nell'ottobre del 2021 un nuovo aggiornamento: "la malattia è in remissione e io sto continuando, con tanta gioia, a insegnare". A febbraio aveva confessato "una nuova metastasi", rilevata da una biopsia, spiegando che "nei mesi che seguiranno se ne valuterà l'entità e si potrà capire meglio se vi sono possibilità per arrestare ancora una volta il male".

Il libro

Nel frattempo Luisa ha visto la pubblicazione del suo libro "Guardare l’impossibile, vedere l’improbabile e creare l’incredibile", nel quale ha messo nero su bianco le cure sperimentali affrontate, i percorsi nutrizionali, le terapie alternative alla spiritualità e alla religione. Un percorso simile alla scalata dell’Everest, ma "persino l’Everest, anche se con immensa difficoltà, si può scalare, l’importante è non ritenerla un’impresa “impossibile”.

"La malattia è tornata"

"A volte la vita mette alla prova, più di quanto avremmo mai potuto immaginare. A volte sentiamo la vita crollarci dentro, nel profondo. Nelle ultime settimane è successo anche a me: la malattia è tornata. Ma tutto è parte di un quadro più ampio, dove ogni nostro dolore, ogni nostra gioia, ogni nostro stato d'animo trova il suo posto e la sua ragion d'essere. Consapevoli che il dolore non durerà per sempre. E che aiutare un altro, che magari sta peggio, aiuta non solo l'altro, ma ancor di più noi. A Natale io farò proprio questo, perché non importa quanto dolore portiamo dentro: aiutare l'altro fa stare meglio e dà forza". Quella di Luisa è quindi una storia fatta di scienza, di fede e di amore, che può diventare fonte di ispirazione per coloro che stanno iniziando l’impervio cammino.

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