Liberalizzazione marijuana, San Patrignano ammonisce il pg Deidda

Il procuratore generale di Firenze, Beniamino Deidda, apre ad una "cauta liberalizzazione" delle droghe leggere poiché ne farebbe calare il consumo

Il procuratore generale di Firenze, Beniamino Deidda, apre ad una “cauta liberalizzazione” delle droghe leggere poiché ne farebbe calare il consumo. In un intervento a "24 Mattino" su Radio 24 ha citato come esempio il consumo di alcolici in America: "Nessuno ha mai consumato alcol come quando è stato proibito. La capacità della criminalità di diffondere i consumi è molto maggiore di quella che il mercato, con le sue virtù intrinseche, potrebbe fare”.

“Tutto ciò che è illegale e proibito ha qualche fascino", ha sottolineato. Sulla questione è intervenuta la comunità rimanese di San Patrignano: “Fa sorridere, ma in realtà mette una profonda tristezza, ascoltare le parole pronunciare a Radio 24 dal PG di Firenze, Beniamino Deidda in favore della liberalizzazione della marijuana. Non solo per la superficialità e l’irresponsabilità con cui viene affrontato un argomento così serio per centinaia di migliaia di famiglie in Italia, liquidate dall’alto magistrato con: “Non ho mai provato la cannabis, ma solo perché non ho tempo””.

“Un rappresentante di questo livello delle istituzioni dovrebbe essere informato sui gravi danni provocati dall’uso di questa sostanza a lungo termine soprattutto in chi inizia da adolescente come la stragrande maggioranza dei consumatori – sottolinea in una nota San Patrignano -. Ci sono centinaia di ricerche pubblicate dalle più autorevoli riviste scientifiche, non ultima quella recentissima svedese durata 30 anni che dimostra inequivocabilmente il pericolo di alterazioni cerebrali, come ad esempio la schizofrenia”.

“Oltre a questo alcuni studi in corso da tempo stanno dimostrando ciò che a San Patrignano sappiamo per esperienza da oltre 30 anni – evidenzia la nota -. Tutte le persone che si rivolgono a noi in cerca di aiuto hanno iniziato il loro percorso fumando una “canna” anche se, per fortuna, solo in pochi arrivano a dipendenze più pesanti. Non si tratta di opinioni “farisaiche” o “ideologiche” come sostiene l’alto magistrato, ma di dati di fatto evidenziati da anni dalla ricerca scientifica”.

Per la comunità, “sostenere poi che un’eventuale liberalizzazione ridurrebbe il consumo è in contrasto con un principio basilare dell’economia, che evidenzia un rapporto fra aumento dell’offerta e aumento della domanda di qualunque prodotto, droga compresa. Il giro d’affari mosso dalla vendita delle cosiddette droghe leggere rappresenta solo l’1,5 per cento del volume di soldi illeciti in mano alle organizzazioni criminali, che non crediamo sarebbero infastidite da possibili liberalizzazioni, ma svilupperebbero il loro mercato su altre sostanze e sui minori, come peraltro stanno già facendo”.

San Patrignano “si augura che il Procuratore generale di Firenze si dedichi con grande attenzione ad applicare le misure alternative al carcere previste dalla legge per i tossicodipendenti, in luogo di rilasciare improvvide dichiarazioni, inadeguate al suo importante ruolo”.

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