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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Limitazione di orari e aperture in posta, Federconsumatori: "Rispettare i principi del servizio universale"

Per Federconsumatori Rimini a farne le spese sono stati i piccoli centri e le persone più fragili e meno avvezze all’uso della tecnologia

"La rimodulazione e la limitazione degli orari e aperture degli uffici postali da parte di Poste Italiane sta creando grandi disagi, soprattutto per alcune fasce della popolazione come gli anziani. Se le restrizioni all’operatività degli uffici postali potevano essere in qualche modo giustificate nel pieno dell’emergenza pandemica risulta del tutto, incomprensibile la scelta di estendere le aperture ridotte anche nei mesi successivi. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) prospetta ora sanzioni a Poste Italiane in caso di riduzione dell’operatività degli uffici postali. L’Agcom ha emesso un atto di indirizzo in cui ingiunge a Poste Italiane il rispetto dei principi di continuità e capillarità del servizio universale postale. L’Agcom considera infatti che «i principi di continuità e di capillarità sono essenziali a garantire l’erogazione del servizio universale postale".

Per Federconsumatori Rimini a farne le spese sono stati i piccoli centri e le persone più fragili e meno avvezze all’uso della tecnologia, "come spesso vediamo nelle file davanti agli sportelli cittadini e di tutta la provincia. La rimodulazione di orari e aperture hanno causato e continuano a provocare notevoli disagi, soprattutto nei piccoli centri; le maggiori difficoltà, inoltre, si sono presentate per le fasce più vulnerabili della popolazione, in primis anziani e altri soggetti che non abbiano la possibilità di usufruire dei servizi in versione digitale. L’intervento dell’Authority costituisce un significativo passo avanti nella tutela dei cittadini e rafforza ulteriormente la nostra iniziativa volta ad impedire che arbitrarie decisioni aziendali ledano il diritto degli utenti ad usufruire di un servizio qualitativamente adeguato, completo ed efficiente".

Slc-Cgil Rimini aveva indetto uno sciopero a marzo 2021 e si era mobilitata per sensibilizzare l’azienda "a mettere mano all’insostenibile carenza di personale negli uffici postali e nei centri di recapito che ha provocato forti ripercussioni nella qualità dei servizi offerti con tutte le maggiori difficoltà nel periodo pandemico dove Sportellisti e Portalettere hanno ininterrottamente prestato sempre il loro servizio. Pare che in Poste Italiane i dipendenti siano gli unici ad avere la consapevolezza dei disservizi anche con lunghe file d’estate al sole e in inverno al freddo, le quali conseguenti insofferenze della clientela ancora troppo spesso si scaricano ingiustamente verso gli operatori di Poste Italiane che hanno solo il torto di essere rimasti pochi. I lavoratori non possono essere i destinatari di tanto disagio e recriminazione patiti da cittadini e utenti. Si sarebbe dovuto riaprire tutti gli uffici in sicurezza con un numero maggiore di operatori dedicando a ognuno di loro tutto il tempo necessario ma oggi, la scarsa dotazione di personale lo impedisce ed impone ridimensionamenti delle aperture".

Per Slc Cgil Rimini Poste Italiane deve "assumere un numero adeguato di personale al fine di svolgere i sempre più maggiori e complessi servizi. Poste Italiane deve fornire un Servizio Pubblico degno di questo nome. I lavoratori di Poste Italiane chiedono principalmente una cosa: Lavorare in condizioni dignitose per servire meglio i cittadini. Se nei periodi di più grave emergenza è stato necessario limitare orari e giorni di ricevimento dell’utenza, per noi questo oggi non è più giustificabile".

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