Cronaca

Lino Tonti stroncato dal Covid, si è spenta una delle colonne della parrocchia di San Raffaele

L'ex sacerdote si è spento nella giornata di sabato dopo essere stato colpito dal virus lasciando la moglie e i due figli

Si è spento nella giornata di sabato al'età di 79 anni, stroncato dal Covid, Lino Tonti ex sacerdote e per anni colonna della parrocchia di San Raffaele lasciando la moglie Marina e i figli Massimo e Francesco. Nonostante avesse lasciato l'abito talare, Lino è sempre stato per tutti i suoi conoscenti un vero e proprio padre spirituale. “Conosciuto da tanti di noi, Lino è stato una presenza preziosa nella sua Comunità parrocchiale di San Raffaele che ha sempre servito con tanta passione. – lo ha ricordato il Vicario generale della Diocesi di Rimini, don Maurizio Fabbri. – Portiamo Lino e i suoi cari nella nostra preghiera e nella celebrazione eucaristica“.

“Rispetto delle scelte, nella convinzione che uno quando è prete, celibe o sposato, lo è per sempre”. Con questa frase dello stesso Lino il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, ha voluto ricordare il 79enne ex sacerdote scomparso nel fine settimana a causa del Covid. "Una vita racchiusa in una frase autobiografica e insolita - prosegue Gnassi. - E’ stata l’esistenza, più grande della vita stessa, di Lino Tonti. Prete, padre, marito, persona straordinaria per chiunque ne fosse venuto anche per un solo istante in contatto. L’ho conosciuto da riminese, Lino. Perché la nostra piccola grande città è fatta dei suoi muri, delle sue persone, delle storie che sappiamo di lei, di loro e di altri come noi.  Lino è una storia di questa libera, unica e ogni volta sorprendente Rimini. Ricordo quando, 5 anni fa, festeggiammo alla Parrocchia di san Raffaele all’Ina Casa i suoi 50 anni di ordinamento sacerdotale, accanto alla moglie Marina e ai figli Francesco e Massimo. Una cerimonia commovente e strana, divertente e solenne, conclusa da Lino con queste parole: “Vi chiedo di pregare per noi che ricordiamo 50 anni di ordinazione. Ma anche per tutti i preti. E per chiedere al Padre che la Chiesa trovi la strada più giusta e più saggia per non far mancare preti alle nostre comunità. Non a casa quel giorno, saranno fra noi anche preti che - come me - non possono celebrare e confessare, ma nelle loro comunità prestano un servizio prezioso e generoso”". 

"Sono sicuro che lui, pensando noi in morte sua, avrebbe voluto che pensassimo anche agli altri. Prendo questo insegnamento grande - conclude il sindaco di Rimini. - Arrivi allora come fossimo uniti in un’unica grande stretta di un abbraccio che non si può dare, l’abbraccio grande di una comunità intera a tutti i familiari e gli amici di Lino e di tutte le vittime del Covid. A Macio, a Checco, alla moglie Marina che non hanno potuto neanche accompagnarlo e piangerlo come avrebbero voluto, dico che siamo qui tutti in questo abbraccio e che l’insegnamento di Lino rimarrà con loro e con noi. Perché è proprio vero che la vita, come la fede, come il servizio al prossimo, possono dare molto. Anche se seguono, come la provvidenza, vie infinite e a volte non convenzionali. Con Lino Tonti così è stato. Uomo pieno di fede e di vita, riminese fino al midollo già a partire dalla passione per la squadra di calcio biancorossa, amico, compagno, marito, padre. E soprattutto prete. Con e senza tonaca. Celibe o sposato. Sempre a farsi in quattro per gli altri. Riposa in pace, Lino o don Lino che dir si voglia".  

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