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Litiga con la compagna e poi prende a calci e pugni i poliziotti

I due agenti finiti al pronto soccorso per le lesioni subìte nel tentativo di difendere una ragazza

Notte agitata per le pattuglie della Volante intervenute, all'alba di giovedì, su segnalazione di una ragazza 24enne che ha chiesto aiuto alla polizia di Stato. Poco prima delle 6, in via Fiume a Marina Centro, la giovane ha telefonato al numero di emergenza raccontando di essere inseguita dal suo compagno. Sul posto si sono precipitate due pattuglie e, in piazzale Medaglie d'Oro, gli agenti hanno trovato la 24enne impaurita e, poco lontano, il ragazzo di lei un 30enne albanese già noto alle forze dell'ordine. Il personale della polizia di Stato, dopo aver tranquillizato la ragazza hanno intimato allo straniero di farsi avanti per essere identificato e, davanti a loro, si è palesato lo stesso giovane che era stato fermato intorno alle 2 sul lungomare Spadazzi.

In quella occasione il personale della polizia di Stato aveva fermato il 30enne per un controllo e, risultato senza il permesso di soggiorno al seguito, era stata la stessa 24enne contattata dal compagno ad accorrere in suo aiuto portandogli il documento. Non è chiaro cosa sia successo nelle 4 ore seguenti quando, nuovamente, gli agenti si sono imbattuti nell'albanese che aveva litigato con la ragazza tanto da spaventarla a morte. Alla vista delle divise, in piazzale Medaglie d'Oro, il 30enne si è trasformato in una furia tanto da aggredire due dei quattro agenti con calci e pugni fino a quando non è stato immobilizzato e ammanettato.

Mentre l'albanese veniva trasferito in Questura, per essere arrestato con le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, i due feriti sono stati portati in pronto soccorso dove sono stati poi dimessi con una prognosi di 10 giorni a testa. L'albanese 30enne, processato per direttissima giovedì mattina, è stato condannato dal giudice a 8 mesi di reclusione senza la sospensione della pena.

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