Litigò col negoziante fino ad ucciderlo, imputazione coatta per il turista russo

L'uomo dovrà rispondere dell'omicidio preterintenzionale di Serafino Sammarini, il commerciante deceduto davanti al suo negozio

Il gip del Tribunale di Rimini, Vinicio Cantarini, ha disposto l'imputazione coatta del turista 56enne di nazionalità russa che, la sera del 7 agosto 2016, litigò col commerciante Serafino Sammarini poi deceduto in seguito all'alterco. L'uomo, infatti, dovrà rispondere di omicidio preterintenzionale. La vittima, 74enne titolare di una profumeria in viale regina Margherita, perse la vita in seguito a un litigio con una coppia di turisti dell'est Europa che erano entrati nel negozio che gestiva con la moglie. Secondo quanto ricostruito all'epoca, i due russi non erano interessati ai profumi esposti e la donna, una 43enne, aveva iniziato a scattare delle foto alla merce mandando su tutte le furie Serafini il quale si era messo a discutere animatamente con la turista. A quel punto, nel negozio era entrato anche il marito e l'alterco di era fatto più acceso fino a quando i due russi uscirono dalla profumeria ma, la discussione, si era così spostata sul marciapiede. E' stato a questo punto che Serafini e il 56enne russo, che camminava aiutandosi con un bastone, sarebbero venuti alle mani con la vittima finita a terra.

Commerciante muore dopo una litigata con dei turisti russi

Nonostante questo, il negoziante aveva inseguito i turisti e, al termine di un nuovo alterco, era caduto nuovamente sull'asfalto mentre, i russi, si erano allontanati. Soccorso dai passanti, Serafini era apparso subito molto grave tanto che, in viale Regina Margherita, era stato chiesto l'intervento del 118 arrivato sul posto con ambulanza e auto medicalizzata. I sanitari avevano cercato di stabilizzare il negoziante ma, nonostante una disperata corsa al pronto soccorso dell'Infermi, il 74enne era deceduto senza riprendere conoscenza. L'esame autoptico, disposto dalla magistratura, avrebbe evidenziato come il malore che aveva colpito il negoziante sarebbe stato la conseguenza di un trauma cranico provocato dalla prima caduta. Un evento che aveva fatto precipitare una situazione medica già precaria e che, in pochi minuti, aveva portato alla morte del 74enne. 

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I due turisti russi, nel frattempo, avevano fatto perdere le loro tracce e la polizia di Stato, che indagava sul decesso del commerciante, era risalita a loro solo dopo alcuni giorni. Furono i loro vestiti, ripresi dalle immagini a circuito chiuso delle telecamere della zona, a incastrarli permettendo agli inquirenti di risalire fino all'albergo dove alloggiavano. L'abbigliamento indossato, una polo arancione ed un paio di bermuda chiari per lui e un vestito rosa/fucsia con le spalle scoperte per lei, era lo stesso di quando erano arrivati all'aeroporto "Federico Fellini". Da qui era stato possibile risalire fino all'albergo dove alloggiavano e, di conseguenza, alla loro esatta identificazione.
 

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