Lo sfogo di un derubato: “I riminesi sono in balia dei ladri”

Filippo Zilli: "Mio padre ha lottato per anni per ottenere i poliziotti di quartiere ma, oggi, le forze dell'ordine si trovano in posizione di inferiorità rispetto ai malviventi. A Rimini la soglia di attenzione è oramai stata superata"

E' uno sfogo amaro quello di Filippo Zilli, figlio dello scomparso consigliere comunale, dopo che per la terza volta in tre anni si è visto svaligiare la casa dai topi d'appartamento. Il colpo è stato messo a segno nella giornata di domenica e, come tiene lui stesso a precisare, "quando ho chiamato la polizia per denunciarlo, gli agenti mi hanno spiegato che si trattava del quarto furto in abitazione della giornata. Uno dei quali ho scoperto riguardare un mio carissimo amico, titolare di una piccola impresa del riminese, che si è visto violare il proprio capannone, con dentro attrezzature, materiali e beni della sua attività. Persona onesta che già fatica, come tanti, per la scarsa mole di lavoro, la crisi, e le imposizioni fiscali, che in più ora dovrà rallentare i propri ritmi lavorativi per mancanza di materiali, e perdere tempo per inutili denunce che non portano mai a nulla ed a nessuno".

"Questa per me è il terzo furto che subisco negli ultimi tre anni - prosegue Zilli. - Sembra un appuntamento prefissato ormai; ma la crisi ha comportato anche questo: un aumento della criminalità, che non può essere un pretesto, ma che deve invece sempre più allertare le autorità preposte alla sicurezza del cittadino. A Rimini credo che la soglia di attenzione sia stata superata già da un pezzo ma, dal mio punto di vista, le forze dell'ordine oramai vivono in una posizione di inferiorità rispetto ai malviventi. L’ultimo articolo riguardante mio padre, fu pubblicato il 9 Novembre 2011, esattamente 5 giorni prima della sua scomparsa, e riguardava i furti nelle ville a Covignano, zona dove tutt’ora abito e particolarmente colpita, come allora, vista la lontananza dal centro e di conseguenza meno pattugliata. Ebbene, dopo due anni, mi sento costretto a rinnovare il medesimo appello. Quello che chiedo sono maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine, anche se conscio della difficile situazione nella quale vertono, per mancanza di numeri sufficienti; ma bisogna rendersi conto che la circostanza è preoccupante, non si può più vivere tranquilli. Un cittadino non può aver paura di stare nella propria abitazione; vogliamo sentirci tutelati, protetti a casa nostra e nella nostra città”.

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