"Lo Stato colpisce intere categorie e non chiude chi non applica protocolli sicurezza"

Flashmob della Cna per attirare l'attenzione sulle pesanti ripercussioni economiche provocate dalle restrizioni del Governo per tenere sotto controllo l'epidemia

"Lo Stato abdica e rinuncia al proprio ruolo di controllore preferendo colpire intere categorie piuttosto che chiudere chi non applica i protocolli di sicurezza. Questo è un messaggio moralmente sbagliato perché per l’ennesima volta viene trattato allo stesso modo il comportamento virtuoso e attento e quello menefreghista e disinteressato". Questo il messaggio lanciato dalla Cna di Rimini che, nella mattinata di martedì, ha organizzato un flashmob per attirare l'attenzione sulle pesanti ripercussioni economiche provocate dalle restrizioni del Governo per tenere sotto controllo l'epidemia di coronavirus. "Oggi - spiegano dall'associazione - abbiamo voluto coinvolgere in questo simbolico flashmob nostre imprenditrici e nostri imprenditori rappresentativi dei settori maggiormente colpiti da queste misure: dal mondo del cinema a quello della ristorazione, da quello dello sport a quello del wellness, dall’indotto fieristico all’artigianato alimentare, fino al commercio non alimentare che con lo svuotamento delle città è come fosse stato chiuso. Solo in questa foto sono rappresentate imprese che danno lavoro ad oltre 270 persone. Parliamo di famiglie, di stipendi legati ad imprese che non meritano di essere trattate in questo modo soprattutto laddove hanno sostenuto investimenti per lavorare in piena sicurezza. Imprese che, laddove hanno potuto, hanno utilizzato i prestiti ricevuti con il decreto liquidità per anticipare la cassa integrazione ai propri dipendenti, ferma, ricordiamolo, al mese di maggio".

"Un DPCM tanto inaccettabile quanto incomprensibile: quale la logica della chiusura alle 18? Perché Cinema no e musei sì? Perché sul servizio di trasporto pubblico, dove continuiamo a vedere scene di riempimento fuori controllo non si è intervenuto per tempo, raccogliendo troppo tardi e solo parzialmente il nostro appello all’utilizzo dei mezzi privati? - sono le domnde che si pone Cna. - Il Governo si è fatto trovare impreparato ed ora entra a gamba tesa colpendo indiscriminatamente intere filiere, mettendo a rischio il futuro di centinaia di migliaia di imprese e posti di lavoro che già avevano pagato un prezzo altissimo con il primo lockdown. Se su questi provvedimenti non ci sarà ripensamento, la ricetta per l’emergenza dovrà necessariamente passare per il prolungamento della Cassa integrazione e garanzia di pagamento puntuale. Ristori a fondo perduto certi e immediati per compensare la perdita di fatturato. Tregua fiscale in accordo con l’agenzia delle Entrate. Compensazioni economiche per gli affitti".

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