Lo strozzino rientra dalla Spagna e viene arrestato

L'uomo, insieme al complice riuscito a fuggire, aveva "strangolato" un commerciante di auto usate riminese finito in difficoltà economiche

Il 28 febbraio scorso il Gip di Rimini, nell'ambito di un'operazione anti usura condotta dalla squadra mobile, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di due napoletani di 40 e 41 anni, disponendo, per loro, il sequestro di beni per un valore pari a 40 mila euro, corrispondenti cioè ai vantaggi usurari conseguiti dai due. A dare avvio alle indagini, condotte dalla sezione Criminalità organizzata della squadra mobile di Rimini, diretta da Mattia Falso, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Luca Bertuzzi, è stata la denuncia sporta, a inizio gennaio, da un commerciante di auto usate del riminese, di origine napoletana, che, per avviare la sua attività, a febbraio 2018 aveva chiesto e ottenuto da una persona di sua conoscenza (cioè il 41enne) un primo prestito di 8.000 euro. In virtù di quest'accordo, da marzo 2018 a dicembre 2019 la vittima aveva regolarmente corrisposto all'uomo la somma mensile di 1.200 euro a titolo d'interesse. A luglio 2019, a causa di alcune difficoltà economiche, il commerciante di auto aveva ricevuto un nuovo prestito, questa volta di 30.000 ero. In quell'occasione, era stato pattuito il pagamento di una cifra mensile di 4.000 euro a titolo d'interesse, con l'ulteriore clausola di assumere all'interno della propria ditta il cognato del presunto usuraio (identificato nel napoletano di 40 anni) e di corrispondere a quest'ultimo metà dello stipendio (1.200 euro) e dell'affitto dell'appartamento nel quale avrebbe dovuto abitare.

Sin dall'inizio della vicenda, il pagamento degli interessi era stato effettuato mediante ricariche su carte Postepay indicate dal presunto usuraio, oppure direttamente a mano, in contanti, tanto a Rimini quanto a Napoli. Durante le festività natalizie trascorse a Napoli, poi, resosi conto di non poter più far fronte all'ulteriore impegno assunto, la vittima aveva dapprima consegnato 2.300 euro per guadagnare tempo, poi aveva tentato di evitare ogni tipo di incontro con il presunto usuraio. E in quel momento, ricostruiscono gli inquirenti, che sono iniziate le minacce e le insistenti richieste di restituzione dell'intero capitale. Spaventato da questo atteggiamento, il commerciante è ritornato a Rimini in compagnia della sola moglie, mentre i figli sono rimasti a Napoli da alcuni familiari. Agli inizi di gennaio, quindi, il presunto usuraio è tornato a Rimini per poter incassare la somma richiesta, ma il commerciante ha continuato a rimandare ogni incontro e infine si è rivolto alla squadra mobile per sporgere denuncia. Agli agenti, l'uomo ha fornito alcune ricevute di ricariche Postepay attestanti i pagamenti effettuati e le chat Whatsapp intercorse, sin dall'inizio della vicenda, con il 41enne. Nel corso dell'esecuzione dell'ordinanza restrittiva, uno dei due indagati - il cognato del presunto usuraio - è stato rintracciato al porto di Civitavecchia (Roma) di rientro dalla Spagna e condotto in carcere; il 41enne, invece, è riuscito a sfuggire alla cattura.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Dagli accertamenti effettuati, spiegano gli inquirenti, "sembra che ciò sia stato possibile grazie all'aiuto di soggetti vicini al clan camorristico Sautto - Ciccarelli, egemone nella zona del Parco Verde di Caivano (Napoli)". Le ricerche finalizzate al suo rintraccio, in relazione al quale la Procura di Rimini ha chiesto la dichiarazione dello stato di latitanza, proseguono tutt'ora anche grazie al contributo del commissariato di Scampia della Questura di Napoli. L'esecuzione del provvedimento restrittivo ha inoltre consentito, anche per via della dimostrata sproporzione tra redditi dichiarati dai due indagati e beni posseduti, di sottoporre a sequestro preventivo tre auto e due motocicli, cioè una Fiat 500 X; una Renault Clio; una Nissan Micra munita di targa prova riconducibile alla società di proprietà della vittima; un Honda Africa Twin ed un Honda Sh intestati a due prestanome del ricercato.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Regolamento di conti per droga sfocia in tentato omicidio: giovane lotta per la vita, due arresti

  • Assalto esplosivo al bancomat, danni al Comune: "Uno scenario da guerra"

  • Coronavirus, in quarantena due classi di un liceo riminese: slitta l'inizio della scuola

  • Fare la spesa, dove si risparmia a Rimini

  • L'hotel non rispetta le norme anticontagio: scatta la chiusura e una maxi multa

  • Riempie di botte la compagna, i vicini chiedono aiuto per fermare la violenza

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
RiminiToday è in caricamento