Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Lupo appeso alla fermata del bus, si batte la pista del rituale esoterico

Dietro la barbara uccisione dell'animale potrebbe non esserci qualche agricoltore esasperato dalla presenza del predatore nei suoi campi

Il Movimento Animalista

"Il Movimento Animalista - dichiara la responsabile del Movimento Animalista di Rimini, Simona Santoni - chiede pene certe e più severe per chi si macchia di tali crimini, commessi con tale efferatezza, infatti non solo l'animale è stato ucciso ma è stato, altresì, fatto scempio del suo corpo. L’ articolo 544 bis C.P. - continua l’Avv. Santoni - introdotto con la riforma 189\04 che disciplina la tutela penale contro i maltrattamenti sugli animali e, il successivo innalzamento previsto con la legge 201\2010, si è visto non essere sufficienti ad una giusta punizione". "Per questi motivi il Movimento Animalista unitamente a milioni di italiani e associazioni chiede l’elevazione dello status dei nostri amici animali da oggetti a soggetti di diritto, identificando in questo la via da percorrere per avere leggi che stabiliscano pene eque ai crimini compiuti a danno di chi non ha voce e la possibilità di difendersi. Siamo certi - conclude l'avvocato Santoni - che il Movimento Animalista presieduto dal nostrO presidente Michela Vittoria Brambilla riuscirà a portare questa correzione ed altre leggi per la tutela di tutti gli animali alla giusta attenzione del parlamento italiano già dalla prossima legislatura".

Legambiente

“Si è trattato di un atto a chiaro significato di istigazione - hanno dichiarato Lorenzo Frattini presidente di Legambiente Emilia Romagna e  Antonio Nicoletti responsabile nazionale aree protette dell'associazione  - in merito al quale chiediamo che tutte le istituzioni  e le forze economiche reagiscano in un solo modo, condannando il crimine”. Legambiente chiede "che le indagini in corso procedano speditamente per l'individuazione dei responsabili ed invita i cittadini che avessero possibili informazioni a contattare i Carabinieri che hanno già dichiarato di volere perseguire con ogni mezzo questo crimine. Non si può infatti tollerare che azioni di questo tipo siano perpetrare nel nostro territorio o anche che possano essere sottovalutate. Questi episodi, devono invece spingere enti ed istituzioni a rafforzare sia le misure di controllo del territorio per porre freno al bracconaggio, sia le azioni e le misure di prevenzione dei danni alla fauna domestica che spesso innescano o inaspriscono atteggiamenti di intolleranza".

“E' inoltre necessario – continuano Frattini e Nicoletti - che si potenzi il lavoro congiunto di tutti i soggetti interessati: Carabinieri Forestali, enti ed istituzioni locali, personale delle aziende sanitarie locali e degli istituti zooprofilattici sperimentali, veterinari ma anche dei portatori di interessi più direttamente coinvolti, al fine di confrontarsi in maniera continua e periodica per operare processi di scelta e di condivisione di strategie ed azioni comuni in maniera non preconcetta ma con spirito di reale e fattiva collaborazione. Per garantire la migliore convivenza tra questo prezioso animale e le attività antropiche della montagna. L'evento non ha precedenti nella provincia romagnola in cui si è verificato e colpisce una specie simbolo del nostro Appennino, di interesse comunitario, nonché particolarmente protetta da normative nazionali e europee, rivestendo oltretutto un ruolo ecologico di grande importanza per gli ecosistemi naturali del nostro Paese".

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