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Mafie, i sindacati lanciano l'allarme: "In Romagna servono sportelli, aiuti e controlli"

A una settimana dall'operazione Darknet della Guardia di Finanza di Rimini, le associazioni puntano a Tavoli di legalità in tutte le provincie

Tavoli di legalità da Rimini a Ravenna, in tutte le province della Romagna, dove le istituzioni pubbliche possano tenere sotto la lente fenomeni criminali, ma anche sportelli antiusura e di aiuto alle vittime, protocolli di legalità nel lavoro e per il controllo su passaggi di proprietà anomali nel settore turismo: sono alcune proposte inserite nel "Manifesto per la legalità in Romagna", frutto di una lunga giornata di lavoro svolta oggi in videoconferenza tra Cgil, Cisl e Uil Emilia-Romagna, Libera e Avviso Pubblico. A una settimana dall'operazione Darknet della Guardia di Finanza di Rimini, le associazioni, attraverso questa iniziativa, chiamano le istituzioni a una reazione che deve essere "forte, per fermare l'avanzata mafiosa nella nostra regione". "La Terra di Romagna- riferisce infatti il manifesto- ha visto negli ultimi anni un forte incremento ed in alcuni casi radicamento delle infiltrazioni criminali anche di stampo mafioso nella propria economia e nella società. La criminalità agisce in tutti i settori economici, il turismo, la logistica, la movimentazione merci, la filiera dell'agroalimentare, sono fra i settori più esposti". A subirne effetti devastanti sono i lavoratori, proseguono le associazioni che denunciano "il deperimento delle condizioni di lavoratrici e lavoratori soprattutto nella catena degli appalti e subappalti, i fenomeni di caporalato, che determinano condizioni disumane e di grave sfruttamento e per tante donne anche di carattere sessuale". Proprio per questi motivi, "nella ricca Romagna- continua il manifesto- famosa in tutto il mondo per le proprie virtù turistiche e ricettive è necessaria una reazione forte da parte di tutti, istituzioni, associazioni datoriali, soggetti sociali".

Cgil, Cisl e Uil Emilia-Romagna, Libera e Avviso Pubblico riconoscono l'importanza della legge regionale 18 del 2016 che "ha prodotto effetti positivi, ma- puntualizzano- non è più sufficiente per arginare questo fenomeno che si e' aggravato durante l'emergenza sanitaria con tentativi di avvicinamento ad aziende e imprenditori in difficoltà, lo dimostrano le recenti notizie di cronaca che arrivano dalla Romagna". Di qui la necessità di un "Nuovo patto per il lavoro" con la Regione Emilia-Romagna. In questa direzione, il "Manifesto per la legalità in Romagna" propone, tra le altre cose, iniziative specifiche che riguardano il tema degli appalti, la logistica (incluso il Porto di Ravenna), il caporalato in agricoltura e in tutta la filiera agroalimentare, le diverse situazioni di illegalità e il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata che investono il turismo e i servizi nella Riviera adriatica. "Cioè i settori più esposti- rimarcano infine le associazioni- segnati dal lavoro irregolare e da fenomeni di sfruttamento che rendono il terreno fertile per l'insediamento delle mafie".

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