Maiolo, una proposta di legge di Tiziano Arlotti per istituire i Borghi del Pane

La proposta dell'onorevole riminese del Pd mira proprio a far risaltare ancora di più il ruolo del pane come “ambasciatore” dell’alta qualità alimentare italiana

A Expo 2015 il pane e la spianata di Maiolo avevano conquistato il pubblico nello stand allestito dal Comune e dalla Pro Loco a Cascina Triulza. Ora una proposta di legge, sottoscritta fra gli altri dal deputato PD riminese Tiziano Arlotti, mira proprio a far risaltare ancora di più il ruolo del pane come “ambasciatore” dell’alta qualità alimentare italiana, valorizzando i luoghi in cui viene prodotto e le aziende artigiane, per lo più familiari, che hanno conservato e tramandato per generazioni la tradizione dell’arte bianca.

“La proposta di legge disciplina l’attribuzione della qualifica di Borgo del pane, ovvero di quelle realtà locali che capillarmente segnano della loro presenza l’intera Italia, con l’obiettivo di caratterizzare le zone di produzione di pani tradizionali italiani – spiega Arlotti -, analogamente a quanto già realizzato con la legge che nel 1999 ha istituito il riconoscimento legislativo delle Strade del vino. La proposta, nei 4 articoli in cui è declinata, mira a promuovere e rafforzare la cultura dei pani tradizionali italiani confermandone il ruolo storico di vera e propria risorsa economica, sociale e culturale del territorio, nonché di elemento determinante dell’offerta turistica locale, favorendo inoltre l’intervento organico degli enti territoriali competenti”.

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A Maiolo esiste un vero e proprio “Museo diffuso” del Pane diffuso, definito dall'Unione Europea zona "BioItaly" per la sua valenza floristica, i campi di grano e, soprattutto, gli otre 50 forni numerosi forni risalenti ai primi decenni del 1800. L’Italia può contare oggi su 5 tipi di pane riconosciuti dall’Unione Europea: Coppia ferrarese (I.G.P.), Pagnotta del Dittaino (D.O.P.), Pane casareccio di Genzano (I.G.P.), Pane di Altamura (D.O.P.) e Pane di Matera (I.G.P.), ma si calcola che complessivamente siano circa 250 le specialità, a cui si aggiungono le tante variazioni, distinte non solo in base a forma e nome, ma anche per le caratteristiche dei luoghi in cui vengono prodotte e che spesso identificano un particolare pane. 

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