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Maltratta il padre e lo zio per estrocergli il denaro, nuovamente arrestato

Il ragazzo era già finito nei guai 2 anni fa per gli stessi reati ed era stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare

Nuovi guai per un 30enne riminese finito ancora in manette per una lunga serie di maltrattamenti in famiglia che, nel pomeriggio di martedì, è stato arrestato dagli agenti delle Volanti della polizia di Stato. Il giovane, che nel 2019 era stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare per gli stessi reati, secondo quanto ricostruito si era introdotto nell'appartamento del padre arrampicandosi lungo l'impalcatura da cantiere presente sul palazzo ed era stato scoperto dallo zio che ha dato l'allarme facendo accorrere gli agenti. Già la mattina stessa il 30enne aveva avanzato le sue pretese di denaro tanto da far intervenire la polizia una prima volta con gli agenti che, dopo averlo calmato, lo avevano portato negli uffici della Questura per poi rilasciarlo.. Tornato nel pomeriggio a battere cassa, i parenti sentendo suonare il campanello e intuendo che potesse essere lui alla porta non gli hanno aperto ma per nulla scoraggiato il giovane ha approfittato delle impalcature per raggiungere l'appartamento. Padre e zio, accortisi di quanto stava accadendo, hanno cercato di chiudere la finestra del balcone per lasciare il ragazzo sul terrazzo ma il 30enne in preda alla furia è riuscito a sopraffarli e ad entrare.

Anche questa volta il giovane ha seguito il suo copione e, con aggressività, ha preteso le chiavi di un appartamento di prorpietà del padre e altro denaro. Padre e zio hanno così cercato di rabbonirlo dandogli 100 euro ma, il ragazzo, ha rilanciato pretendendone altro. Vista la situazione, i parenti sono stati costretti a chiedere un nuovo intervento delle Volanti e ad accorrere sono stati gli stessi agenti della mattinata che a questo punto non hanno potuto far altro che arrestare il 30enne per maltrattamenti in famiglia e violazione di domicilio.

Per la famiglia le vessazioni da parte del ragazzo erano iniziate oltre 7 anni fa quando il giovanenon esitava a picchiare il apdre per ottenere i soldi per la droga e per il suo vizio del gioco. Tra gli episodi di violenza del passato spicca quello commesso nel cuore della notte quando il 30enne aveva avanzato l'ennesima richiesta di soldi e, alla risposta negativa, aveva sferrato un pugno in faccia al padre per poi infierire quando l'uomo era a terra con un colpo all'anca sferrato con una scopa. Secondo quanto denunciato dal genitore, poi, gli aveva sottratto il bancomat per poi giocarsi 2mila euro nei portali di scommesse on-line. Non contento, si era impossessato anche delle credenziali del conto dello zio per accedere a un conto PayPal e prelevare 2750 euro. Inoltre aveva sottratto al parente altri 1000 euro, utilizzando la carta di credito, e altri 3290 euro inserendosi sul conto corrente e disporre una serie di bonifici a una carta ricaricabile. Risultavano inoltre ulteriori prelievi e spese sul conto del padre per euro 3000 e su quello cointestato (padre-zio) per euro 3000, verosimilmente effettuati dal figlio senza autorizzazione. Infine il padre aveva riferito che anche alla sua compagna erano stati sottratti gioielli, monete da collezione e denaro per mano del 30enne.

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