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Sabato, 2 Luglio 2022
Cronaca

Maltrattamenti, pugni e insulti alla fidanzata, l'imprenditore rigetta le accuse: "L'ho sempre rispettata"

Il 37enne riminese, rampollo di una nota famiglia, arrestato dalla Squadra mobile è stato ascoltato dal gip per l'interrogatorio di garanzia

Si è tenuto nella mattinata di giovedì l'interrogatorio dell'imprenditore riminese 37enne, rampollo di una nota famiglia, arrestato martedì dagli inquirenti della Squadra mobile per un'ordinanza di custodia cautelare in seguito alle accuse di maltrattamenti mosse dalla fidanzata. Il ragazzo, del quale si omette il nome per tutelare la privacy della vittima, è stato ascoltato per oltre mezzora dal gip Vinicio Cantarini. Assistito dal suo legale di fiducia Piero Ippoliti, il 37enne ha ribattuto punto su punto le imputazioni che gli vengono mosse presenti nell'ordinanza. "Il nostro - ha spiegato - è stato fin da subito un rapporto difficile e complesso ma non ho mai alzato le mani su di lei e l'ho sempre rispettata". 

Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani, tuttavia, il 37enne avrebbe tenuto nei confronti della compagna un comportamento estremamente violento a causa dell'abuso di alcolici mettendo in atto tutta una serie di vessazioni fisiche e psicologiche tanto da far temere la vittima per la propria incolumità. Sempre secondo le ipotesi di accusa, i maltrattamenti andavano avanti dal 2020 e ogni occasione era buona per insultare e alzare le mani sulla ragazza e bastava un niente per scatenare il 37enne. In una occasione, come emerge dalle indagini, il ragazzo al termine di una cena con amici al ritorno nell'abitazione della coppia avrebbe accusato la fidanzata di essersi comportata male. Ne era nata una discussione al culmine della quale la vittima era stata scaraventata sul letto e presa a pugni sul corpo e sulla testa. Terrorizzata dal comportamento del compagno, e temendo ulteriori ripercussioni, in quella occasione la giovane non si era rivolta ai sanitari nè aveva sporto denuncia.

Una situazione che è andata peggiorando sempre più con la vittima che, nonostante le percosse, temendo conseguenze più gravi non si era mai rivolta alle forze dell'ordine. Negli ultimi tempi, se possibile, le condotte violente del 37enne erano aumentate e in un'altra occasione nel corso di un'altra violenta lite nel corso della quale la vittima aveva riportato una profonda ferita allo zigomo il ragazzo le aveva urlato pesanti offese. In seguito a questo episodio la ragazza, in preda al terrore, era riuscita a fuggire dall'appartamento e a rifugiarsi presso un'amica. I maltrattamenti erano andati avanti fino a giugno di quest'anno quando, succube del compagno e decisa a non denunciarlo, in soccorso della vittima che sosteneva di "essersi meritata le botte" e che la situazione era "colpa sua" era arrivato il padre. La giovane, infatti, sosteneva di essere "follemente innamorata e non voglio inguaiarlo” come aveva raccontato a una passante che l’aveva soccorsa in strada.

Alla luce di questa situazione ci aveva pensato il padre della ragazza a presentarsi in questura a Rimini per segnalare le continue violenze che la figlia era costretta a subire, mostrando le foto del viso della giovane tumefatto per i colpi ricevuti, dei lividi su tutto il corpo e della profonda ferita a un dito che il compagno le aveva provocato con coccio. Erano così partite le indagini che, alla fine, avevano portato all'arresto del 37enne.

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