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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Cerca di strangolare la madre e violenta la fidanzata che lo voleva lasciare

Arrestato dalla Squadra mobile un 33enne riminese: "Ricordati che vivi solo perchè te lo permetto, io ammazzo te e ammazzo lei"

Una vita infernale, fatta di soprusi, minacce e percosse, quella a cui un 33enne riminese aveva sottoposto prima la madre e poi la fidanzata costrette a sottostare alle violenze del ragazzo fino a quando nella giornata del 22 febbraio è stato arrestato dalla Squadra mobile della Questura di Rimini che ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti. Le aggressioni nei confronti della mamma, secondo quanto emerso, andavano avanti fin del 2020 in quanto il ragazzo oramai schiavo dell'eroina continuava a chiedere soldi alla 60enne per comprarsi lo stupefacente. Se la vittima cercava di rifiutarsi erano insulti terribili accompagnati da minacce di morte: "Ricordati che vivi solo perchè te lo permetto", urlava alla donna il 33enne aggiungendo la promessa di "gettarla nel lago Azzurro" o di ammazzarla "spaccandole la testa contro al muro". Una situazione che, in diverse occasioni, aveva costretto la signora a scappare di casa e trovare rifugio presso i parenti arrivando nell'estate del 2022 a trovare il coraggio di denunciare il figlio. Un procedimento che, però, si era concluso con l'archiviazione in quanto pochi giorni dopo la 60enne era tornata in Questura per ritirare la denuncia.

Col passere del tempo le cose erano peggiorate anche perchè, sempre nel 2022, il 33enne aveva allacciato un rapporto con una ragazza e la coppia si era installata nell'abitazione della mamma di lui che aveva preso a minacciare e ad alzare le mani su entrambe le donne. In diverse occasioni le forze dell'ordine erano dovute intervenire nell'appartamento dove, il ragazzo, aveva messo tutto a soqquadro e picchiato sia la madre che la compagna con quest'ultime che nonostante le percosse non avevano mai trovato il coraggio di denunciarlo. Anche la fidanzata che, in una occasione, era stata picchiata a tal punto da non poter andare a lavorare per una decina di giorni a causa degli evidenti lividi su tutto il corpo. In un'altra era stata minacciata con un coltello ed era stato necessario l'intervento della madre del 33enne per evitare il peggio. In un'escalation dell'orrore la compagna era stata anche violentata dal ragazzo che l'aveva poi minacciata di ripercussioni fisiche anche alla figlia di lei. Una situazione oramai insostenibile per la giovane che, alla fine del 2022, aveva deciso di lasciare il ragazzo e di ritornare a casa dai propri famigliari ma in seguito alle continue minacce di lui era stata costretta a riallacciare il rapporto. 

Si arriva così alla sera del 13 febbraio di quest'anno quando, nell'abitazione, si scatena l'ennesima lite tra la coppia con il 33enne che armato di coltello stava nuovamente minacciando la compagna decisa a troncare la relazione. Sul posto era intervenuta una pattuglia della Polizia di Stato chiamata dai vicini allarmati per le urla e, davanti agli agenti, la ragazza aveva raccontato tutti i soprusi a cui era stata costretta. Un racconto supportato anche dalla madre dell'indagato che, oramai allo stremo, aveva a sua volta ripercorso il suo calvario spiegando che era stata costretta a ritirare la prima denuncia in quanto temeva che il figlio le avrebbe potuto fare ancora di più del male. Una situazione che ha portato quindi il pubblico ministero Annadomenica Gallucci a chiedere e ottenere dal gip, Manuel Bianchi, la misura cautelare nei confronti del 33enne difeso dall'avvocatessa Angelica Iannone. L'uomo è stato quindi arrestato e trasferito nel carcere dei "Casetti".

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