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Maltrattata e picchiata dal compagno, si ostina a difenderlo quando viene arrestato

Nonostante le ripetute minacce e percosse, anche quando era incinta, una riminese 39enne continuava ad essere innamorata del suo uomo tanto da volerlo difendere a tutti i costi quando i carabinieri si sono presentati per ammanettarlo con l'accusa di maltrattamenti in famiglia

Ennesima storiaccia di maltrattamenti in famiglia quella scoperta dai carabinieri di Bellaria che, nel pomeriggio di giovedì, hanno arrestato un albanese 24enne accusato di aver picchiato e minacciato la propria compagna, un'italiana 39enne. I due erano conviventi, nell'abitazione che la coppia condivideva con i genitori di lei, da circa 3 anni durante i quali si erano spesso verificati episodi di violenze ma che, ogni volta che intervenivano l'ambulanza e i carabinieri, venivano continuamente sminuiti dalla donna che non ha mai voluto sporgere denuncia contro l'albanese. Una vera e propria escalation di violenze che ha iniziato a precipitare quando, nel 2011, la 39enne è rimasta incinta del ragazzo il quale non ha comunque esitato a proseguire con il suo atteggiamento violento tanto da arrivare a minacciare la donna durante la gravidanza. Anche dopo la nascita della bambina, purtroppo, le cose non sono cambiate e, sulla base di quanto raccolto dai carabinieri, le violente litigate erano quasi all'ordine del giorno. L'unica persona a prendere le difese della 39enne era il padre di lei, un 72enne, che per evitare ulteriori percosse alla figlia cercava di frapporsi fra i due. La furia del 24enne, tuttavia, non veniva a meno tanto che in alcune occasioni l'anziano era stato picchiato più di una volta fino a ricevere anche una testata.

Una situazione diventata oramai insopportabile e che, solo nel mese di novembre del 2013, era venuta completamente alla luce dopo l'ennesimo intervento dei carabinieri. In quella occasione, era stato il padre della donna a chiamare il 112 dopo una violenta lite nel corso della quale, inoltre, il 24enne aveva estratto un coltello e una pistola - poi rivelatasi un giocattolo sporvvisto del tappo rosso - con i quali aveva minacciato la compagna. All'arrivo dei carabinieri, però, l'albanese era scappato dalla finestra per fuggire a piedi lungo gli argini del fiume Uso facendo perdere le sue tracce. La 39enne, tuttavia, continuava ad ostinarsi nel suo rifiuto di denunciare il compagno tanto da costringere gli inquirenti dell'Arma a procedere d'ufficio nei confronti del 24enne aiutati, comunque, dalle testimonianze del 72enne che ha ripercorso l'intera vicenda. Nei confronti dell'albanese è stato quindi emesso un ordine di custodia cautelare in carcere, eseguita giovedì, per maltrattamenti domestici aggravati dal fatto di essere stati commessi davanti a una minore. Quando i carabinieri sono andati ad arrestare il 24enne, però, la donna si è quasi scagliata contro i militari dell'Arma non capendo il motivo dell'arresto.

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