Balneari "sfondano" a Bologna: richieste concessioni a 75 anni

L'Italia faccia come la Spagna e si faccia sentire a Bruxelles affinché venga estesa agli altri Stati la decisione di concedere alla Spagna una proroga di 75 anni alle attuali concessioni demaniali.

L'Italia faccia come la Spagna e si faccia sentire a Bruxelles affinché venga estesa agli altri Stati la decisione di concedere alla Spagna una proroga di 75 anni alle attuali concessioni demaniali. Nel giorno della manifestazione degli imprenditori balneari davanti alla sede della Regione, l'Assemblea legislativa discute e approva risoluzioni che puntano a sostenere un comparto così importante in Emilia-Romagna.

La prima risoluzione, approvata all’unanimità dall’Aula, invita il Governo ad attivarsi in sede Ue affinché le medesime eccezioni riconosciute alla Spagna (appunto: proroga di 75 anni alle attuali concessioni demaniali) siano accordate a tutti gli Stati membri al fine di evitare disparità di trattamento. Il documento, primo firmatario Marco Monari (Pd), chiede, a questo proposito, di sospendere l’iter di recepimento della direttiva Bolkestein in attesa dei chiarimenti necessari. La direttiva, approvata nel 2006, impone che, a partire dal 2015, l’affidamento delle concessioni sul demanio marittimo avvenga attraverso bandi con procedura pubblica. Le Regioni italiane, si evidenzia nella risoluzione, che in più occasioni hanno espresso preoccupazione rispetto all’impatto di tale previsione su una realtà caratterizzata da una dimensione familiare e dunque difficilmente competitiva su un piano europeo, si sono adoperate presso il Governo affinché il provvedimento legislativo di attuazione della direttiva favorisse comunque la continuità nella gestione degli stabilimenti e il loro mantenimento nelle mani della piccola proprietà.

Anche la seconda risoluzione sul tema, presentata da Tiziano Alessandrini (Pd, primo firmatario) assieme ad altri consiglieri del Pd e sottoscritta da Monica Donini (Fds), Gian Guido Naldi (Sel-Verdi) e Franco Grillini (Idv), riguarda la direttiva Bolkestein. In particolare, la revisione dei canoni demaniali marittimi. Il documento impegna la Giunta  ad intervenire presso il Governo “per richiedere la rateizzazione dei pagamenti dovuti dagli operatori e la sospensione delle esecuzioni sulle situazioni attualmente aperte che, nel caso di mancato pagamento delle cartelle esattoriali, rischiano di determinare la chiusura di molte imprese”. Altra richiesta: “sollecitare presso il Governo l’apertura di un tavolo sul tema che coinvolga le Regioni e le associazioni di categoria, al fine di una rideterminazione più equa dei criteri di individuazione del canone (in alcuni casi superano il 300%) e dei parametri dell’Osservatorio mercato immobiliare (Omi)”. Nella risoluzione si sottolinea che “un aumento così consistente, per di più calato in un contesto di crisi come quello attuale, mette in seria difficoltà le imprese che hanno beni incamerati e rischia di produrre ripercussioni negative sull’economia dei territori rivieraschi della nostra Regione”.

Infine la terza risoluzione, primo firmatario sempre Tiziano Alessandrini (Pd), invita la Giunta ad attivarsi presso il Governo e in sede di Conferenza unificata, al fine di definire se la nozione di “risorse naturali” o “capacità tecniche disponibili” sia o meno applicabile ai posteggi utilizzati per l’esercizio del commercio su aree pubbliche, e se conseguentemente le relative concessioni non rientrino fra i casi contenuti nel decreto legislativo 59/2010 (comma 4 dell’art. 16). Nella definizione dei criteri per il rilascio e il rinnovo della concessione dei posteggi, il documento chiede che si applichino le deroghe previste, in particolare, per “scarsa rilevanza economica” e che sia sostituito il comma 5 dell’articolo 70 del decreto col seguente testo: “Le Regioni, senza discriminazioni basate sulla forma giuridica dell’impresa, stabiliscono norme per il rilascio e il rinnovo delle concessioni di posteggio sulla base dei criterio prioritario della professionalità, desumibile in primo luogo dalla maggiore anzianità del titolo autorizzatorio e/o concessorio". La risoluzione, infine, chiede che la durata delle concessioni/autorizzazioni sia di 12 anni e che, nella fase transitoria, tutte le autorizzazioni/concessioni in essere alla data di entrata in vigore dei nuovi criteri, siano automaticamente rinnovate per 12 anni dall’entrata in vigore del d.lgs 59 indipendentemente dalla loro scadenza

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