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Massacro di Misano, intera famiglia morta tra l'indifferenza più totale della gente

Dal 20 di novembre i componenti del nucleo famigliare erano letteralmente scomparsi senza che nessuno se ne accorgesse. Mistero su delle scatole di farmaci trovate nella casa

Praticamente nessuno si era accorto della scomparsa dei tre componenti della famiglia di Misano, ritrovati cadavere nel tardo pomeriggio del 13 gennaio nella loro abitazione, e nella ricostruzione degli inquirenti si aggiungono ulteriori particolari che infittiscono il mistero. Alvaro Alonzo Cerda Cedeno, l'aiuto cuoco 35enne dell'Equador, lavorava in un ristorante riccionese ma, al momento, sembra che il datore di lavoro non avesse lanciato l'allarme quando l'uomo ha smesso di presentarsi.

ASSENTE DA SCUOLA DAL 20 NOVEMBRE - Sophie Annette Stadie, la studentessa 15enne dell'Istituto per Geometri di Rimini, aveva smesso di frequentare le lezioni il 20 novembre e, nonostante la scuola avesse segnalato l'anomalia, per l'inottemperanza agli obblighi scolastici nessuno si era mosso tanto che l'Istituto aveva poi scritto una lettera alla famiglia trovata dagli inquirenti nella buchetta delle lettere della villetta di via Vanzetti. Dal "Belluzzi", tuttavia, si sta ancora cercando di ricostruire con esattezza le date anche perchè, pare, la ragazzina già in passato aveva avuto dei problemi con le frequenza. Per quanto riguarda Adriana Andrea Stadie, argentina di 44 anni, lavorava saltuariamente come pasticcera e decoratrice di torte ma, ultimamente, si dedicava anche a lavori di traduzione e di collaboratrice domestica.

CHE FINE AVEVANO FATTO? - Negli ultimi 55 giorni sembra che nessuno si sia domandato che fine potesse avere fatto la famiglia e, anche il proprietario dell'abitazione a Villaggio Argentina, non si era preoccupato in quanto l'affitto non veniva versato direttamente dalle persone rinvenute cadavere. A pagare, infatti, era il padre naturale della 15enne che, tuttavia, non era mai stata riconosciuta dall'uomo il quale, attualmente, risiede nella Repubblica di San Marino ma è stato colpito da un male incurabile e le sue condizioni di salute sono estremamente gravi. Se, per Alvaro Alonzo Cerda Cedeno, le cause della morte sono evidenti, si sarebbe tagliato le vene del polso sinistro e la lametta è stata ritrovata dagli inquirenti nei pressi del divano, per le due donne resta un fitto mistero cosa le ha portate alla morte. Il sostituto procuratore Luca Bertuzzi, che coordina le indagini dei carabinieri di Riccione, ha disposto l'autopsia su tutti e tre i cadaveri e ha incaricato il medico legale Pier Paolo Balli e la tossicologa Righini per gli accertamenti di rito.

IL MISTERO DEL CANE - L'autopsia e le analisi verranno effettuate anche sul cane di razza Yorkshire, di proprietà della 44enne, ritrovato morto dagli inquirenti. Secondo quanto emerso, i resti dell'animale sono stati scoperti nel letto ai piedi dei cadaveri delle due donne e coperto da un lenzuolo. Si dovrà accertare se anche lo Yorkshire è deceduto per le stesse cause di Sphie Annette e Adriana Andrea. Gli inquirenti, inoltre, all'interno dell'abitazione hanno individuato alcune scatole vuote di farmaci per l'epilessia ma, al momento, non è stato possibile accertare se qualcuno della famiglia soffrisse di quella malattia.

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OMICIDIO-SUICIDIO? - Numerose sono le ipotesi al vaglio degli inquirenti ma, al momento, si esclude la presenza di terzi all'interno dell'abitazione la cui porta è stata trovata chiuda da dentro. Tra le tesi più probabili c'è quella di un omicidio-suicidio compiuto dal Cerda Cedeno che, dopo aver in qualche modo avvelenato le due donne e il cane per poi comporli nel letto, si è tolto la vita ma, allo stesso tempo, potrebbe anche essere una decisione dei due adulti di farla finita e, allo stesso tempo, uccidere anche la ragazzina. Una ulteriore ipotesi sarebbe che la 44enne abbia pensato e premeditato il suicidio e la morte della figlia. La donna già in cura al servizio di igiene mentale, non sarebbe stata nuova ad atti di autolesionismo. In un momento di sconforto la donna potrebbe aver somministrato farmaci alla figlia, averli presi anche lei e dopo aver ucciso il cane e averlo sistemato in fondo al letto si sarebbe distesa ad abbracciare la figlia. Quando Alvaro Cerda ha visto le due donne morte avrebbe preferito farla finita. Per ora, comunque, la Procura di Rimini ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti e solo i risultati dell'autopsia e del tossicologico potranno gettare nuova luce sulla tragedia.

"SIAMO SBIGOTTITI" - In una nota stampa, intanto, l'Amministrazione comunale di Misano si dice sbigottita e incredula per quanto accaduto. "Il ritrovamento dei corpi senza vita di Adriana Andrea Stadie, Sophie Annette e Alvaro Alonzo Cerda Cedano nella loro casa nel quartiere di Villaggio Argentina, lasciano Misano Adriatico e la sua comunità, sbigottita e incredula - sottolinea il Comune. - Si tratta di una famiglia che si era trasferita a Misano poco più di un anno fa e da quanto emerge dalle prime analisi compiute all’interno degli uffici comunali, non aveva mai dato adito a segnali di difficoltà che avevano richiesto la necessità di assistenza e supporto. Nei primi giorni dell’anno, l’Amministrazione comunale dopo aver ricevuto a fine dicembre 2014 un avviso da parte dell’istituto scolastico che frequentava la povera ragazza nel quale si comunicava la prolungata assenza della figlia ai genitori, ha provato invano attraverso una visita all’abitazione da parte della polizia municipale a comunicare direttamente con la famiglia. Vano è stato anche il tentativo di mettersi in contatto con la madre tramite una chiamata al telefono cellulare personale che risultava staccato. Ancora oggi, a distanza di quasi 24 ore dal fatto, tutti noi ci interroghiamo su ciò che sia accaduto. Una situazione di questo tipo in una piccola comunità come quella di Misano, segna l’animo di tutte le persone e non può e non deve passare inosservata ponendo in tutti noi delle riflessioni. In attesa di sapere la verità su quanto successo, l’Amministrazione Comunale si pone a totale disposizione delle autorità inquirenti e dei familiari colpiti da questo gravissimo lutto".

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