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"Massima vigilanza invernale su diffusione virus influenzali"

Secondo i dati epidemiologici disponibili, le infezioni respiratorie sono la prima causa di assenza dal lavoro durante i mesi invernali, con conseguente significativo impatto sui costi assistenziali.

“Oltre alla diffusione dei virus influenzali, nei mesi invernali, tradizionalmente più rigidi, occorre adottare delle elementari regole di sicurezza al fine di ridurre considerevolmente la diffusione di agenti infettivi responsabili di infezioni respiratorie che possono essere solo fastidiose, ma anche  notevolmente dannose. Soprattutto per le persone anziane e i bambini, frequentemente ospitate in comunità numerose, occorre adottare condotte semplici come lavarsi frequentemente le mani, arieggiare i locali, utilizzare propri oggetti per l’alimentazione e l’ igiene personale”.

Sono questi alcuni dei consigli più semplici proposti da AMCLI – Associazione dei Microbiologi Clinici Italiani, associazione che raggruppa oltre 3000 esperti di microbiologia italiani operanti in strutture ospedaliere e laboratori privati, nel corso della seconda giornata del Congresso nazionale in corso di svolgimento a Rimini. Milioni di persone ogni anno contraggono forme influenzali minori che, adottando uno stile di vita più salutare, si sarebbero potute evitare. Secondo i dati epidemiologici disponibili, le infezioni respiratorie sono la prima causa di assenza dal lavoro durante i mesi invernali, con conseguente significativo impatto sui costi assistenziali.

 “Per sua stessa natura i periodi freddi generano una vasocostrizione nelle vie aeree superiori, con questo riducendo l’afflusso di sangue in sede locale e quindi indebolendo le capacità difensive del nostro organismo. Occorre dunque proteggersi dal freddo ma, al tempo stesso, arieggiare molto bene i locali ove si trovino a sostare comunità numerose”. Tra le principali cause di queste diffuse forme di raffreddamento delle vie aeree superiori vi sono il raffreddore comune e sindromi parainfluenzali da Paramyxovirus.

“Le infezioni respiratorie rappresentano le principali cause di malattia  nella popolazione generale e causano circa quattro milioni di decessi ogni anno, per lo più nei paesi in via di sviluppo. Hanno,  quindi, un notevole impatto sanitario a livello globale - dichiara Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI -. Anche in Italia il problema è molto sentito  e sono le età estreme della vita (prima infanzia e vecchiaia), quelle particolarmente suscettibili. Il bambino ha un sistema immunitario debolmente competente e l'organismo può non riuscire a contenere l'attacco degli agenti patogeni. Inoltre, il calibro ristretto delle vie aeree favorisce il ristagno delle secrezioni e la tendenza al naso chiuso con respirazione orale". 

"Per di più l’ inizio della vita in collettività (asili, scuole elementari) porta il bambino facilmente a contatto con virus e batteri emessi nell’ ambiente  da altri bambini. Gli anziani, invece, sono una popolazione a rischio per il progressivo deficit funzionale della clearance mucociliare, la ridotta sintesi ed il trasporto degli anticopri della classe IgA, la riduzione dell'immunità cellulo-mediata, espongono le infezioni respiratorie ricorrenti, come tali, possono essere causa di ricovero e, nel caso delle polmoniti, anche di esito fatale sia nei bambini che negli anziani”, aggiunge Clerci.

Ne consegue un carico economico pesante, risultando così necessario un notevole  impiego di risorse sia per i costi diretti  dei farmaci e delle visite mediche (rappresentano circa il 75% degli interventi medici nella stagione invernale) sia  indiretti per le assenze da scuola, da attività lavorative. Per fronteggiare questa emergenza, Amcli ricorda come una buona diagnosi microbiologica permetta di  definire l’eziologia di una patologia respiratoria non definibile dal clinico sulla base della sintomatologia, costituendo in tal modo un’indispensabile indicazione per confermare o modificare la terapia. E’ anche importante per accertare e interrompere catene infettive mediante adeguate misure di igiene e sanità pubblica  ed infine per accertare situazioni epidemiologiche e di sviluppo di resistenza come premessa per  una terapia "ragionata". Oggi le metodiche molecolari a disposizione sono in grado di definire la maggior parte degli agenti con accuratezza ed in tempi rapidi.
 

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