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Maxi bollette e disservizi telefonia-tv: restituiti 3 milioni ai cittadini

Nel 2012, sono stati oltre 5 mila i cittadini che si sono rivolti al Corecom dell’Emilia-Romagna per risolvere i problemi avuti con i gestori di telecomunicazione (operatori telefonici, del web, televisioni)

Dalle maxi-bollette ai disservizi, dai recessi alla portabilità del numero, fino alla scarsa trasparenza, alle attivazioni e alle interruzioni amministrative. Nel 2012, sono stati oltre 5 mila i cittadini che si sono rivolti al Corecom dell’Emilia-Romagna per risolvere i problemi avuti con i gestori di telecomunicazione (operatori telefonici, del web, televisioni), pratiche di conciliazione in gran parte risolte in maniera positiva, attraverso accordi fra imprese e utenti, che hanno portato, sommando indennizzi e fatturazioni annullate, alla restituzione di 3 milioni di euro ai consumatori.

Sono alcuni dei dati che si ricavano dalla relazione sull’attività svolta nel 2012 dal Comitato regionale sulle comunicazioni, illustrata dal presidente, Gianluca Gardini, all’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, l’ente grazie al quale il Corecom svolge le sue funzioni. A fine maggio scade l’attuale vertice dell’organismo di garanzia – oltre a Gardini, nel comitato direttivo ci sono Giuseppe Bettini (vicepresidente) e Arianna Alberici (componente) – e il presidente del Corecom ha svolto una sorta di bilancio finale dei suoi cinque anni di mandato. Va ricordato che il Corecom dell’Emilia-Romagna è stato rinnovato, in applicazione di quanto previsto dalla legge regionale 27/2007, con una consistente riduzione del numero dei componenti (da 9 a 3) e delle rispettive indennità.

Tra le attività svolte, la funzione di conciliazione ha certamente grande importanza, visto il costante incremento del numero delle pratiche aperte e di quelle risolte positivamente: dalle 990 richieste pervenute nel 2006 si è saliti a 4.623 nel 2012 (550 in più del 2011); le seconde erano 2.969 nel 2008, sono diventate 5.041 nel 2012 (1.525 in più del 2011), con un flusso di circa 3 milioni di euro - sommando indennizzi e fatturazioni annullate - a favore dei cittadini.

Sempre a titolo gratuito, l’attività di conciliazione può svolgersi anche a un secondo livello, quando fallisce la procedura consensuale: in questi casi, il Corecom assume provvedimenti decisori, svolgendo una funzione di arbitrato. Nel 2012 si sono abbattuti i tempi di risoluzione delle controversie, annullando l’arretrato accumulato negli anni precedenti. Le conciliazioni concluse con accordo sono circa il 68% del totale, ma se si aggiungono i casi improcedibili e inammissibili o per estinzione della materia del contendere, si sfiora l’85%. Grazie alla messa a punto di un nuovo modello informatico, la procedura è completamente automatizzata, dalla fissazione dell’udienza alle notifiche automatiche (mail o sms) agli utenti sulla situazione in tempo reale delle loro istanze. Inoltre, l’udienza di conciliazione può svolgersi anche in videoconferenza.

Altro capitolo importante, è quello sulle televisioni. “Abbiamo cercato di governare il passaggio al digitale terrestre – spiega il presidente del Corecom, Gardini - supportando i cittadini, approvando i tariffari degli antennisti e sostenendo le imprese televisive locali negli investimenti, ma non solo. Siamo intervenuti per sollecitare e, in alcuni casi, suggerire interventi tecnici per garantire una copertura migliore del Mux 1 Rai con il contenuto regionale emiliano-romagnolo. Ancora, la realizzazione del canale 123 con Rai 3 Emilia-Romagna per quei cittadini che ricevono il Veneto, il ripristino, dopo l’oscuramento per gli Europei di calcio 2012, del segnale in Romagna e la parziale risoluzione delle querelle tra Rai e Tv locali sull’uso del canale 24, sono tra i principali risultati ottenuti dal Corecom”.

Altre attività significative del Corecom sono quella del controllo dell’applicazione delle regole della cosiddetta “par condicio”, la tenuta del catasto degli impianti di telecomunicazione, “l’accesso” alle trasmissioni regionali della Rai da parte di associazioni e soggetti collettivi. In quest’ultimo caso, nel 2012 sono pervenute al Comitato 100 richieste, da 33 soggetti diversi, e autorizzate 94 trasmissioni; le domande erano 40 nel 2008, 84 nel 2011.

Il Corecom svolge poi l’istruttoria per l’elaborazione della graduatoria per i contributi (“provvidenze”) alle emittenti televisive locali (DM 292/2004). Il Comitato riceve le domande e verifica la sussistenza dei requisiti (fatturato, personale) per poi procedere all’adozione di una delibera trasmessa al ministero. Per l’ultimo anno completato, il 2010, lo stanziamento relativo alle emittenti emiliano-romagnole ammonta a 5.878.649 euro (sugli oltre 95 milioni complessivi), con 28 televisioni ammesse alla graduatoria.

La gestione del Roc, con l’anagrafe di tutte le imprese di comunicazione attive sul territorio regionale, è finalizzata ad assicurare la massima trasparenza proprietaria e verificare il rispetto della normativa anti-trust. Il totale degli operatori ammonta a 1.269, di cui 398 nella provincia di Bologna (31,4%) e 172 a Modena (13,5%), con un sostanziale equilibrio territoriale fra le altre province, tutte comprese fa il 5,4% e l’8,9%. Qualche altra cifra consente di ricavare una fotografia della realtà regionale: risultano 69 concessionarie di pubblicità, 756 editori cartacei, 129 editori elettronici, 253 fornitori di servizi di comunicazione elettronica (phone center, internet point), 86 imprese di radiodiffusione, 26 operatori di rete, 76 produttori/distributori di programmi.

Quanto al monitoraggio, il Comitato dispone di un impianto di registrazione di tutti i programmi irradiati dalle tv locali; appare sproporzionato il numero di ore (6.720) dedicato a questo scopo dagli uffici, se posto a confronto con il numero di procedimenti (4) che si sono conclusi con una segnalazione all’Agcom, cui spetta la competenza a disporre sanzioni a carico delle imprese che abbiano violato le norme. Con l’avvio del digitale terrestre, si è moltiplicato il numero dei canali disponibili (oltre 180 nella sola Emilia-Romagna). E un controllo a campione – 10 emittenti per una settimana – appare sostanzialmente inutile.

L’impegno sul versante dell’educazione ai media e per la tutela dei minori ha dato buoni esiti: sono stati realizzati progetti in molte scuole e costruite relazioni con altri soggetti istituzionali. Il Corecom pubblica una collana di “Quaderni”: nel 2012, sono usciti quelli dedicati a “Telegiornali e immigrazione”, “Il sistema radiofonico in E-R”, “La tutela dei minori di fronte ai media”. Infine, è stata effettuata una ricerca su come cambiano le tv locali a seguito dello switch off, l’adozione del sistema del “digitale terrestre”; la ricerca è stata presentata a Vicenza in occasione della fiera denominata “All Digital”.

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