Medicina riabilitativa, donati due deambulatori elettrici al Ceccarini di Riccione

Dopo l’intervento chirurgico è indispensabile la riabilitazione, e prima comincia meglio è

L’esempio tipico è quello della frattura di femore nell’anziano. Dopo l’intervento chirurgico è indispensabile la riabilitazione, e prima comincia meglio è. Altrimenti vi è il rischio che il paziente allettato faccia molta, troppa fatica a “rialzarsi”, con conseguenze negative anche a livello psicologico. E se questo è un esempio significativo, lo stesso principio vale per tutti i pazienti fratturati o sottoposti ad interventi di chirurgia ortopedica. Per questo motivo personale dell’unità operativa di “Medicina riabilitativa” dell’Ausl Romagna visita il paziente subito dopo l’intervento, progetta un percorso riabilitativo ad hoc per lui e vi dà inizio già durante il ricovero, per poi proseguire anche successivamente con sedute ad hoc. E anche attraverso l’utilizzo di attrezzature, come ad esempio i deambulatori.

Emerge da questo l’importanza della donazione di venerdì, di due deambulatori elettrici da parte della associazione “Amici di Maria Bambina” per un valore di oltre 2.300 euro. Attrezzature che saranno utilizzate, infatti, proprio per migliorare ulteriormente la presa in carico dei pazienti dal punto di vista della riabilitazione. Ed infatti erano presenti la dottoressa Monica Mambelli (direzione medica dell’ospedale di Riccione), il dottor Riccardo Galassi (direttore del servizio di Riabilitazione), don Angelo, cappellano dell’Ospedale, parroco di Misano Monte e punto di riferimento dell’Associazione, oltre ovviamente a vari membri del gruppo.

Ad ulteriormente testimoniare l’importanza di questa attività, il dottor Galassi ha reso noti i relativi dati. Solo per il presidio ospedaliero di Riccione e Cattolica, nel corso del 2018 sono state effettuate visite su 4.839 pazienti e sono stati erogati 67.603 trattamenti riabilitativi. Dei pazienti visitati, 1.995 erano ricoverati e 2.844 ambulatoriali. Dei trattamenti, 28.952 sono stati erogati a pazienti ricoverati e 38.651 a livello ambulatoriale. Un’attività davvero significativa, svolta da 9 medici e 45 operatori infermieristici e tecnici che operano in tutti e cinque gli ospedali della provincia, e che, con i nuovi deambulatori donati, potrà ulteriormente accrescersi dal punto di vista sia qualitativo sia quantitativo “anche perché con essi possiamo attivare una fisioterapia più personalizzata sul singolo paziente”.

Dopo i ringraziamenti da parte della dottoressa Mambelli, la signora Monica Fornari, in rappresentanza degli “Amici di Maria Bambina”, ha raccontato come “ci siamo già impegnati per mantenere sempre in ottime condizioni la cappellina dell’ospedale, dedicata appunto a Maria Bambina. Ora però abbiamo voluto fare qualcosa in più anche per i pazienti”. Mentre don Angelo, nell’impartire la benedizione ha detto che “questo è il nostro modo per ‘benedire’ i pazienti, con un’opera per loro utile”.

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