Il Meeting di Rimini e le sovvenzioni pubbliche: attacco di Dagospia

Il sito del noto giornalista accusa Comunione e Liberazione. Viale Mazzini ha offerto 700.000 euro spalmati per un triennio agli organizzatori di Rimini per avere libero accesso agli eventi della kermesse politica

Non usa parole dolci Roberto Dagostino, dal suo sito Dagospia, sul Meeting di Comunione e Liberazione. In un post, dall'emblematico titolo di Comunione e fatturazione, il giornalista riporta un articolo de Il Fatto Quotidiano secondo cui "Ci sono eventi che accadono soltanto a Rimini, l'estate non sta ancora finendo, ma i politici e i potenti sono in ciabatte e in ciabatte fanno passerella: ossequi al pianeta di Comunione di Liberazione, pacchi di votanti e rapporti in platea. Al Meeting ci vanno sempre, tutti. Ora la Rai va in soccorso e offre 700.000 euro: un abbraccio mediatico a quel mondo cattolico che per decenni ha manovrato le istituzioni italiane".

Secondo le fonti, quindi, la Rai ha offerto il denaro per essere presente agli appuntamenti di Cielle. "Ha offerto 700 mila euro su tre anni agli organizzatori del Meeting di Rimini per avere libero accesso a tutti i cosiddetti "eventi" del super-struscio politico di Cl. Immaginiamo che grazie a ciò vi sarà finalmente una corsa degli italiani a pagare il canone Rai e l'Auditel un dì misurerà il grande successo di pubblico che riscuoteranno le comparsate romagnole di ministri e boiardi in cerca di nuove poltrone". Dagostino rincara la dose aggiungendo che "A volere questa regalia (a spese dello Stato) a Comunione & Fatturazione è stato il dg della Rai Luigi Gubitosi, che già ai tempi di Wind non lesinava le sponsorizzazioni al sacro evento. Ma chi ha condotto le trattative con il Meeting? Un altro uomo ex Wind come Alessandro Picardi, nuovo capo delle relazioni istituzionali e - tu guarda il caso - compagno della ministra Lorenzin".

"E veniamo alla Lorenzin - presegue Dagospia - un'altra che si sbraccia nel convincere il Cainano di Hardcore a non far cadere il governino di Lettanipote. Come ha svelato giovedì questo disgraziatissimo sito, la reggente della patria Salute sta tentando di piazzare Renato Botti sulla poltrona di sub-commissario alla disastrata sanità della Regione Lazio. Botti è stato dg della Sanità lombarda dal 1997 al 2002 e poi ha ricoperto lo stesso incarico, fino a pochi mesi fa, al San Raffaele di don Verzè. Era un fedelissimo di Formigoni, ma negli ultimi anni se n'è distaccato e a verbale ha accusato duramente Pier Angelo Daccò, il grande elemosiniere della sanità all'ombra del Pirellone. I falchi del Pdl hanno capito che con la nomina di Botti si aprirebbe la strada per la calata in massa del sistema Cl sulla sanità laziale e si mettono di traverso. Il Pd di Zingaretti assiste in silenzio e gioca di sponda con i berlusconiani doc. In tutto questo, l'asse Lupi-Lorenzin è la dimostrazione che anche dentro Comunione & Fatturazione la stella di Forminchioni è in caduta libera. Anche perché sul Celeste pesano le note incognite giudiziarie".

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