Cronaca

Microaree per i nomadi, botta e risposta tra Comitato ProRimini e assessore Lisi

Il Comitato ProRimini commenta il progetto dell'amministrazione comunale relativo alle microaree. Risponde l'assessore Lisi

Il Comitato ProRimini commenta il progetto dell'amministrazione comunale relativo alle microaree. "In un contesto in cui l'amministrazione ha aumentato la Tari, ripristinato la tassa sui passi carrai, aumentato i costi di assistenza domiciliare agli anziani e negato il previsto completamento di plessi scolastici per asserita carenza di fondi (Gaiofana), concedere sistemazioni abitative - inidonee ad ogni forma di inclusione - praticamente a titolo gratuito, omettendo di rappresentare gli abnormi costi che verranno realmente affrontati per allestire le aree (si pensi a centinaia di metri di rete fognaria), e per assistere diuturnamente gli occupanti con mediatori culturali, assistenti sociali, trasporti scolastici ecc. senza alcuna pretesa di rimborso, prima che iniquo, inidoneo ed irresponsabile, risulta offensivo anzitutto per gli altri 1.200 riminesi in fila per una casa popolare, e poi per tutti i cittadini che, allorquando chiedono ai soggetti preposti di ricevere utenze nella loro abitazione, pagano sostanziosi contributi di allaccio", esordisce Loreno Marchei del Comitato.

"Non si comprende perchè la microarea ad un canone di 90 euro mensili viene assegnata anche a chi ha già un lavoro, ha delle proprietà, è già stato aiutato precedentemente dall'amministrazione anche sotto il profilo abitativo ma si è reso protagonista di atti lesivi del vicinato (salvo smentita) o risulta debitore verso il Comune per i costi di rispristino in sicurezza del campo di via Islanda (33mila euro lo scorso anno) "anticipati" dall'amministrazione - aggiunge -. Farlo su semplice base etnica significa perorare un proposito di ghettizzazione stigmatizzato da tutte le Autorità nazionali e sovranazionali".

Prosegue Marchei: "Considerando che buona parte dei soggetti beneficiari di questo progetto sono già seguiti dai Servizi sociali ed aiutati in diverse forme anche sotto il profilo economico dall'assessorato di cui Gloria Lisi è titolare, nel caso in cui queste famiglie non dovessero rispettare il contratto/regolamento che verrà loro sottoposto, non cambierà assolutamente nulla, perchè, qualora dovessero essere "buttati fuori" dalle microaree per inadempimento degli impegni assunti, chi si occuperebbe di loro se non l'assessore Lisi ed i soggetti preposti alle relative assistenze (cooperative sociali)? - si chiede -. O forse la stessa Lisi vuol dirci che, in caso di inadempimento delle famiglie sinti, il suo assessorato si disinteresserà di loro, così lasciando in mezzo alla strada minori ed anziani malati? Oppure, se le stesse famiglie non saranno in grado di pagare il canone di 90 euro o le bollette, la stessa Lisi vuol forse farci credere che cesserà di erogare i contributi economici di cui le medesime famiglie oggi usufruiscono accedendo con sensibile frequenza in via Ducale?"

"Visto che il sindaco ed i suoi assessori sono sempre molto attivi nel promuovere mediaticamente le loro attività, perchè il primo cittadino Andrea Gnassi, Lisi e chi intende approvare questo progetto in Consiglio Comunale, non tornano in Piazza Cavour, dove hanno già patrocinato una manifestazione in favore della comunità sinti, per anticipare ai cittadini riminesi i reali contenuti del progetto e del contratto che verrà sottoposto alle famiglie sinti beneficiarie delle microaree rispondendo effettivamente alle domande che verranno loro formulate e non perdendosi nei soliti fuorvianti panegirici? - chiosa -. Qualora l'amministrazione dovesse filare dritto, tra le diverse azioni il Comitato si riserva di promuovere un referendum abrogativo ai sensi del Regolamento Comunale".

La replica

Risponde l'assessore Lisi: "Vale la pena rispondere alle considerazioni, con ogni evidenza sempre più pretestuose ed estreme nell’approdo, del comitato Pro Rimini che a tutti gli effetti è un comitato anti nomadi come ce ne sono tanti inI talia. Di Pro se ne vede poco, in compenso di ‘contro’ se ne incontra a paccate. Senza farla troppo lunga, comincio dal fondo informando i referenti del Pro Comitato che, a quanto mi consta e salvo smentita, nel regolamento comunale non è previsto l’istituto del referendum abrogativo. Se il comitato anti sinti, pardon Pro Rimini, decidesse mai di contestare legalmente un provvedimento amministrativo approvato, potrà farlo secondo l’iter previsto dalla legge. Referendum abrogativo però no. Questa è solo l’ultima di una serie d’imprecisioni strumentali che provo qui e là a confutare, senza avere la pretesa di convincere i Pro.motori: la Tari del Comune di Rimini è tra quelle più basse dei Comuni capoluogo dell’Emilia Romagna; la tassa sui passi carrai è applicata da oltre la metà degli 8 mila comuni d’Italia, compresi molti limitrofi a Rimini, e solo quest’anno la nostra città ha deciso di reintrodurla; sulle scuole e sul sociale questa amministrazione continua a investire circa il 40 per cento del suo bilancio, tanto è vero che secondo qualcuno dell’opposizione - vicino al Comitato Pro Rimini - è anche troppo. Quello che però è evidente dell’ultimo intervento degli anti sinti è la confusione strumentale e il pregiudizio crescente. Le famiglie interessate
dal progetto si è ‘reso protagonista di atti lesivi del vicinato’scrive il Comitato aggiungendo un istituzionale ‘salvo smentita’. Uso la stessa formula e dico che ‘salvo smentita’ mi pare che dalle righe de lcomunicato emerga un pregiudizio discriminatorio in quelli che vengono
rappresentati come approfittatori, indegni di qualsiasi tipo di integrazione. Il Comune farà sottoscrivere un regolamento severo per chi aderirà al progetto delle microaree? Lascia perdere---tanto non verrà fatto rispettare…e poi faranno finta di mandarli via per poi aiutarli in qualche altro modo. Il solito elenco di luoghi comuni, di pregiudizi, di scuse, di inesattezze (caro Pro/Contro, non sono certo i sinti ad
‘accedere con assiduità ai servizi sociali’) per bloccare dando l’impressione (maldestra) di essere neutrali l’attuazione di una legge regionale mirata all’integrazione e su cui il Comune di Rimini lavora da tempo per trovare la migliore soluzione per la città, andando una volta pronta a presentarla direttamente nei diversi luoghi della città. Siamo alle solite con il Comitato Pro, verrebbe da dire. Salvo smentita.”

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