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Minaccia e picchia l'intera famiglia, 36enne in carcere

L’uomo, nel corso del 2011 e fino al 12 luglio, aveva in più occasioni minacciato, percosso ed ingiuriato i genitori e la fidanzata conviventi anche al fine di farsi consegnare del denaro per comprare degli alcolici

Mercoledì pomeriggio, intorno alle 16, i Carabinieri della Stazione di Bellaria hanno tratto nuovamente in arresto, in esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Rimini, V.L. classe 1976, celibe, pregiudicato, attualmente già detenuto presso il carcere di Rimini.

L’uomo, nel corso del 2011 e fino al 12 luglio, aveva in più occasioni minacciato, percosso ed ingiuriato i genitori e la fidanzata conviventi anche al fine di farsi consegnare del denaro per comprare degli alcolici, costringendoli spesso a fuggire da casa ed a richiedere l’intervento dei carabinieri per essere tutelati.

L’ultimo episodio è avvenuto nella serata del 12 luglio quando, alle ore 01:30 circa, a Bellaria in via Mar Ionio, aggrediva pesantemente i suoi genitori, minacciandoli di morte, tali da costringerli a fuggire di casa e a trovare rifugio presso la locale Caserma dei Carabinieri. La signora e il marito, entrambi del luogo, raccontavano che il figlio, rientrato col treno dalla provincia di Lucca dopo aver litigato con la fidanzata (era circa l’una di notte), li aveva aggrediti e minacciati solo perché la madre gli aveva chiesto come stava.

I militari, che già conoscevano il soggetto e le sue pregresse situazioni di sevizie e maltrattamenti nei confronti dei genitori, decidevano di portarsi sul luogo per farlo ragionare. Giunti in casa i Carabinieri venivano accolti dal giovane che, alla loro vista si alzava di scatto dal salotto, e impugnando un coltello, intimava loro di uscire, li ingiuriava e li  minacciava. A quel punto, i 5 carabinieri, con fermezza lo disarmavano e, nonostante i suoi tentativi di colpirli con calci e pugni, riuscivano ad ammanettarlo e condurlo in caserma.


Qui, dopo aver raccolto l’ennesima denuncia per maltrattamenti dai due genitori e, le formalità di rito, il giovane lo dichiaravano in stato di arresto per violenza e resistenza aggravata a P.U. nonché per oltraggio a P.U. e maltrattamenti in famiglia. Il giovane, portato davanti al Giudice monocratico di Rimini, veniva riconosciuto colpevole e, attesa la sua pericolosità e quanto rappresentato dai Carabinieri, veniva rinchiuso presso i Casetti: ora, con grande sollievo per i suoi parenti, resterà lì rinchiuso per un po’ di tempo anche perché li ha pesantemente minacciati e maltrattati.

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