Butungu: "E' stata una notte brava ma io non sono il capo degli stupratori"

Il congolese per quasi 3 ore ha parlato davanti al pubblico ministero che indaga sul duplice stupro di Rimini

Ha parlato per quasi tre ore, davanti al pubblico ministero che indaga sul duplice stupro di Rimini, Guerlin Butungu il 20enne congolese accusato di essere il capo del branco dei tre minorenni che, lo scorso 26 agosto, avrebbero stuprato una turista polacca e un transessuale peruviano. Il richiedente asilo, assistito dagli avvocati Mario Scarpa e Ilaria Perruzza, attualmente detenuto nel carcere di Pesaro ha voluto sottolineare che, quella notte, aveva "bevuto oltre un litro di vodka" prima di aggredire il turista violentare la ragazza sulla battigia del Bagno 131. Il 20enne, inoltre, ha ribadito i vari ruoli del gruppo, composto dai due fratelli marocchini di 14 e 16 anni e l'amico nigeriano 17enne, sottolineando di non essere il capo di nessuno. Ritrattando la prima versione, quando aveva raccontato agli inquirenti di dormire durante lo stupro, il congolese ha dichiarato che "E' stata una notte brava" ha spiegato Butungu facendo alcune ammissioni sulla sua responsabilità. Anche per quanto riguarda la violenza sul transessuale peruviano 42enne, secondo quanto emerso, il 20enne congolese avrebbe raccontato di averlo avvicinato insieme ai ragazzini "Per contrattare una prestazione ma, poi, la situazione è sfuggita di mano".

L'orrore del duplice stupro a Rimini

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