Misano, donna derubata di 60mila euro. Ma la ladra era in famiglia

I Carabinieri della Stazione di Misano Adriatico, alle ore 22.30 circa, hanno arrestato su ordine di carcerazione T.F. 33enne e G.M. 37enne, coppia di fidanzati riminesi, volti già noti alle forze dell'ordine

I Carabinieri della Stazione di Misano Adriatico, alle ore 22.30 circa, hanno arrestato su ordine di carcerazione  T.F. 33enne e G.M. 37enne, coppia di fidanzati riminesi, volti già noti alle forze dell'ordine. Il provvedimento restrittivo nasce a seguito di un ingente furto in abitazione, attribuito alla coppia,  di una 57enne di Misano, che al rientro nel proprio appartamento si è accorta del passaggio dei ladri che le avevano sottratto orologi e gioielli per un valore di circa 60mila euro. Sul posto oltre ai militari della locale Stazione,  sono giunti anche i militari dell’Aliquota Operativa dipendente dalla Compagnia Carabinieri di Riccione per effettuare un maggiore ed accurato sopralluogo mediante l’utilizzo di polveri idonee ad esaltare eventuali impronte papillari ed inoltre per repertare una macchia di sangue, lasciata sul vetro di una finestra rotta, ed inviarla successivamente al RIS di Parma per le attività di identificazione del caso.

Dopo qualche mese, i militari della Stazione di Misano, avuti i risultati dal RIS, che dal DNA sono riusciti ad identificare a chi appartenesse il sangue repertato, ed analizzati i tabulati telefonici di quest’ultimo sono riusciti a risalire alla donna, legata sentimentalmente all’autore del furto, che nella notte del 5 febbraio era in sua compagnia.  Successive attività d’indagine hanno permesso di capire che la 37enne riminese è la figliastra della donna (figlia cioè di solo padre)  derubata e che pertanto, avendo a disposizioni le chiavi di quell’abitazione, aveva inscenato la rottura del vetro della finestra per depistare le indagini. Sulla scorta di questi elementi raccolti, i militari approntavano una richiesta di custodia cautelare, pienamente condivisa dalla locale Autorità Giudiziaria. Per l’uomo si sono aperte le porte del carcere di via Casetti mentre la donna beneficerà degli arresti domiciliari.

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