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Prostituzione, Misano non ne può più: e scatta l'ordinanza

Attraverso ordinanza urgente e contingibile emessa dal sindaco di Misano, Stefano Giannini la città balneare mira a contrastare e prevenire il fenomeno della prostituzione sulla pubblica via, in particolare lungo la Statale Adriatica.

Attraverso ordinanza urgente e contingibile emessa dal sindaco di Misano, Stefano Giannini la città balneare mira a contrastare e prevenire il fenomeno della prostituzione sulla pubblica via, in particolare lungo la Statale Adriatica.

L'ordinanza sarà valida dal 28 luglio sino al 16 settembre prossimo e fa espressamente divieto a chiunque di comportarsi in modo diretto e non equivoco volto ad offrire prestazioni sessuali a pagamento, come richiami inviti, saluti allusivi; si vieta inoltre di indossare abbigliamento indecoroso o indecente, di mostrare i genitali ed allo stesso tempo di richiedere informazioni sulle prestazioni a pagamento. Saranno duramente perseguiti anche tutti coloro che sulla strada eseguiranno manovre pericolose o recheranno intralcio alla circolazione per raggiungere le prostitute.

Le violazioni all'ordinanza sindacale saranno punite attraverso l'applicazione di sanzioni, contestualmente sarà impartito l'ordine di cessare il comportamento illecito e di allontanarsi. Le persone dedite alla prostituzione, vittime di violenza o di grave sfruttamento o di particolare stato di disagio, potranno essere avviate a programmi di sostegno e reinserimento psicologico e sociale attivi sul territorio comunale per il loro recupero.

Le persone dedite allo sfruttamento della prostituzione saranno perseguite ai sensi del Codice Penale, così come le prostitute che, contravvenendo al divieto dell'ordinanza, per le particolari condizioni del traffico del momento o del luogo di stazionamento oppure qualora distraggano i conducenti alla guida arrechino pericolo per la sicurezza e l'incolumità pubblica con conseguente possibilità di reati di lesioni colpose o omicidio colposo da incidente stradale.


L'ordinanza è stata trasmessa anche alla Prefettura di Rimini per la predisposizione di misure eventualmente ritenute necessarie per il concorso delle Forze di Polizia, alla Questura di Rimini ed al Comando povinciale Carabinieri e Comando provinciale della Guardia di Finanza.

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