Cronaca

Misano, scarichi abusivi in mare: risolto il problema. "Forse è stato un albergo"

Risolto il problema dell'inquinamento della rete fognaria bianca a Misano. Lo rende noto il sindaco Stefano Giannini, assicurando che "il controllo continuerà anche nelle prossime ore"

Risolto il problema dell'inquinamento della rete fognaria bianca a Misano. Lo rende noto il sindaco Stefano Giannini, chiarendo che "il dispiegamento di tre squadre di Hera con due mezzi antispurgo, coadiuvati dai tecnici comunali, all'opera  dalla prima mattinata di venerdì, ha perlustrato, risalendo tombino per tombino, la condotta principale della fogna bianca di Misano Mare, che conferisce in mare a fianco dell'argine di ponente del Rio Agina, consentendo di individuare, già in tarda mattinata, il tratto oggetto dell'improprio ingresso di acque nere".

Il primo cittadino spiega che "si tratta della condotta bianca laterale proveniente lungo via Emilia dalla centrale zona alberghiera; più precisamente è la fogna bianca di 500 millimetri di diametro che  raccoglie le acque piovane di  via Emilia, che è una traversale della centrale Via Repubblica. Il tratto interessato dall'illegale sversamento, si trova esattamente nei 250 metri intercorrenti tra via Repubblica e  Via Liguria che è stato  ripulito a fondo; inoltre, al fine di accertare l'origine esatta dell'inquinamento, la condotta è stata sezionata e sigillata con palloni pneumatici di otturazione in modo da ridurre il campo di indagine in sezioni più  ristrette".

"Le squadre - aggiunge Giannini - hanno così controllato se vi fossero immissioni in corso nei singoli tratti sezionati per tutto il pomeriggio di venerdì fino alle 20 di sera, per verificare provenienze  anomale nel maggior momento di consumo idrico, vale a dire quando i bagnanti tornano dal mare per la doccia e le cucine alberghiere entrano in funzione. Il controllo è proseguito  anche sabato fino alle ore 12,30, ma nessun nuovo apporto di acque nere è stato registrato visivamente (le  acque piovane sono ovviamente assenti essendo beltempo) e l'acqua prelevata dai vari pozzetti è risultata perfettamente chiara".

Il sindaco assicura che "il controllo continuerà anche nelle prossime ore, ma ormai appare probabile l'ipotesi che chi ha operato lo sversamento illegale lo ha già terminato e che ciò è avvenuto, sempre in probabile ipotesi, da parte di una struttura alberghiera (valutato ciò dal materiale ritrovato nella fogna bianca durante lo spurgo) la quale evidentemente ha avuto delle difficoltà, forse per un otturazione, nel recapitare nella fognatura nera comunale ed ha operato un illegale by-pass scaricando il liquame nella fogna bianca, in attesa di liberare la fogna nera".

"Questa è un'operazione che può risultare abbastanza semplice perché in passato era autorizzabile in un unico pozzetto l'ispezione sia delle fogne nere che delle bianche, per cui basterebbe svitare i  tappi dei due sifoni ed il pozzetto di ispezione diventerebbe esso stesso automaticamente un by pass - aggiunge il sindaco -. Per evitare in futuro simili inconvenienti, si sta valutando l'ipotesi di imporre che  i pozzetti unici, benché legittimamente autorizzati, vengano sdoppiati tra bianche e nere".

Quanto al divieto di balneazione bisognerà attendere, come  prevede la legge, il formale esito positivo delle analisi di Arpa. "L’ente ha fatto due prelievi anche all'interno del Rio Agina - sottolinea il sindaco -. Uno nel tratto in cui il torrente corre ancora in alveo naturale subito a monte della strada statale e uno nel tratto in cui il fiume è confinato in argini artificiali, subito a mare della ferrovia, a duecento metri quindi dal mare. Entrambi i rilievi hanno escluso la presenza di escherichia coli e di enterococchi fecali. Quindi si potrebbe affermare che se il  mare, fino a esito dei nuovi controlli, non è formalmente balneabile, il Rio Agina sarebbe in teoria addirittura balneabile, in barba a tutte le sciocchezze disinformate in ordine allo stato del Rio Agina riferite dal consigliere Zangari in varie occasioni".

Giannini sottolinea che si tratta di una vicenda che "nel suo complesso rammarica perché l'Amministrazione Comunale di Misano da oltre trent'anni ha organizzato un sistema fognario separato esemplare, come pochi Comuni in Italia. E purtroppo la leggerezza di qualcuno ha danneggiato sotto il profilo dell'immagine l’intera città. Sotto il profilo della salute pubblica si sottolinea invece il giusto rigore dei controlli da parte di ARPA, in quanto il prelievo viene effettuato periodicamente e nella zona di massima balneazione, cioè dove fanno il bagno anche i bambini. Nel caso del punto Rio Agina  il prelievo avviene addirittura ad appena una decina di metri dallo sbocco della condotta bianca".

"Come si può leggere dal sito di ARPA l'escherichia  e gli enterococchi,  sono  “organismi indicatori, che in genere non causano direttamente disturbi, ma sono buoni revisori della presenza di patogeni dannosi” - ricorda l sindaco -. Questo vale  ovviamente se si tratta di quantità contenute, come quelle rilevate in questi giorni a Misano, incommensurabili rispetto a quanto avviene con l'apertura delle paratore in caso di pioggia con rete mista, come avviene in tutta Italia e in tutta Europa, in quanto il sistema  interamente sdoppiato come a Misano è un'eccezione. Occorre dare atto che nella nostra costa, nel caso di sistemi a rete mista, è operativo uno specifico disciplinare, che dispone l'automatico divieto di balneazione per un certo tempo dopo l'apertura dello sfioro, indipendentemente dalle analisi, che ovviamente sarebbero superflue.

"Diverso è il caso verificatosi e diversa è la normativa applicabile a Misano, dove c'è un sistema separato e dove, a causa di un evento illegale e perciò inaspettabile (in 15 anni di controlli ARPA mai una sbavatura a Misano), in seguito al controllo di routine, la quantità di indicatori biologici è risultata superiore ai limiti di legge - conclude il sindaco -. La normativa prevede ora che per togliere il divieto di balneazione, indipendentemente dall'avvenuta risoluzione del problema, si deve attendere che le analisi, le quali richiedono tempi tecnici di almeno 48 ore, diano il responso positivo. Siamo fiduciosi che ciò avvenga al prossimo responso".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Misano, scarichi abusivi in mare: risolto il problema. "Forse è stato un albergo"

RiminiToday è in caricamento