Cronaca

Da tempio della notte a luogo abbandonato e depredato, la misera fine del Cocoricò

Porte sfondate e ambienti depredati degli arredi e degli impianti, la discoteca numero uno in Italia affonda nell'incuria

La piramide che illuminava le notti di Riccione, e che col suo bagliore rappresentava l'eccellenza del mondo delle discoteche, era nata da Osvaldo Barbieri verso la fine degli anni Ottanta. Dopo un viaggio in Francia propose di realizzare un'opera come quella progettata a Parigi per l’ampliamento del Louvre dall’architetto Ieoh Ming Pei nel 1983. A realizzare il progetto fu un ingegnere di San Marino rimasto ignoto. Fu una visione che incontrò subito il favore del popolo della notte e, in pochi anni, il Cocoricò divenne la meta più ambita di chi voleva fare l'alba tra le performance artistiche ideate dal principe Maurice o ballare le avanguardie della musica techno firmate da Dj del calibro di Raf, Carl Cox, Sven Väth, Paul Van Dyk. Senza dimenticare le serate più cool come le collaborazioni de Les Folies de Pigalle, Doc Show, Diabolika, Cocoon e gli eventi Memorabilia. Poi c’era il Titilla, il privè house, e il Morphine la saletta super dark e visionaria nata nel 1994 dedicata alla ricerca musicale e alle nuove avanguardie.

Oggi sono passati 30 anni da quella mitica notte del 15 di agosto del 1989 quando, il Cocoricò, staccava il suo primo biglietto e della discoteca sulla collina di Riccione rimane solo un cartello stradale arrugginito che indica come arrivarci e poco più. Di quello che fu per decine di migliaia di giovani un luogo mitico, capace di evocare sogni ed esorcizzare il tran tran di una lunga settimana, non rimane più nulla. Con il fallimento di quella che è stata la discoteca numero uno in Italia, oggi sotto la piramide regna il degrado di un luogo che perdendo la sua funzione è svanito trasformandosi in sporcizia e abbandono. Dalle porte d'ingresso sfondate chiunque può entrare non immaginando o non ricordando che, quando il locale infiammava la notte, c'erano file chilometriche per raggiungere le casse e centinaia di persone che speravano di poter essere ammesse nel privè del Titilla. Durante le estati migliaia di giovani risparmiavano sugli extra della vacanza pur di potersi permettere l'accesso nel locale e, negli inverni freddi e nebbiosi, da tutto il nord Italia ci si avventurava sulle strade per una notte in collina.

Nell'estate che ha segnato la sua morte, adesso tutti possono varcare quella soglia riparata da una porta sgangherata. Avventurarsi nei corridoi o negli uffici, sradicare qualche pezzo d'arredo, far sparire un divanetto, intascarsi un bicchiere o depredare gli impianti audio e le consolle rimaste. A documentare quello che rimane ci ha pensato l'associazione Posti e Luoghi Abbandonati Italiani - PLAI, un gruppo di amici, di fotografi, di appassionati che documentare fotograficamente i luoghi abbandonati italiani, siano essi edifici, stazioni, ospedali, fabbriche, centri commerciali, paesi. Sono loro ad aver realizzato all'interno del Cocoricò il reportage che pubblichiamo e che, da vecchi frequentatori della discoteca, fa stringere il cuore. Una fine ingiusta ma che ha già visto cadere altri blasonati locali della Riviera come il Paradiso, l'Echoes, la Mecca...

Un film tristemente già visto lungo la costa dove le colonie abbandonate stanno li, con le loro cicatrici sempre più evidenti, a ricordare tempi forse migliori quando nei locali nascevano le mode che venivano poi riprese in tutto il mondo. Al Cocoricò, almeno per ora, è mancata l'onta di diventare un bivacco per sbandati ma se la situazione dovesse procedere in questo senso dovrebbe essere solo questione di tempo. Quello che è certo è che, per ora, sono già tre le denunce sporte dai responsabili della società che gestiva la discoteca ai carabinieri di Riccione per la presenza di indesiderati all'interno della struttura e per i continui furti di quello che è rimasto sotto la piramide sempre più arrugginita. Allo stesso tempo, per evitare il peggio e un ulteriore stadio di degrado, la proprietà di sarebbe già attivata per ripristinare le chiusure agli accessi ed impedire un ulteriore via vai di personaggi di ogni genere.

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