Molestie e regali nella pubblica amministrazione, decalogo per i dipendenti comunali

Palazzo Garampi detta le regole in linea con quanto espresso dal Decreto Madia sul comportamento

Contrastare molestatori e comportamenti sbagliati in ordine ai regali attraverso precise norme inserite nel codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Questi alcuni dei principali punti anticipati questa mattina sulla stampa nazionale e che saranno inseriti nel nuovo contratto dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Anticipazione che sono sostanzialmente già recepite all'interno del codice di comportamento del Comune di Rimini. Anzi, per quanto riguarda le norme a contrasto dei corruttori il codice del Comune di Rimini è più restrittivo. All'articolo 4 del codice è già infatti specificato come “...Il dipendente non accetta, per sé o per altri, regali o altre utilità, salvo quelli d’uso di modico valore effettuati occasionalmente nell’ambito delle normali relazioni di cortesia e nell’ambito delle consuetudini internazionali”; il valore massimo è fissato dal Comune di Rimini in 100 euro, che è addirittura più restrittivo rispetto i 150 indicati a livello nazionale. Inoltre “i dipendenti e dirigenti cui siano affidate funzioni di vigilanza e controllo, ivi compresi tutti gli operatori della Polizia municipale, non possono ricevere da soggetti privati alcun regalo o utilità, nemmeno di modico valore”.

Per quanto riguarda il capitolo relativo alle molestie, il Comune di Rimini ha invece già previsto all'interno del piano triennale delle azioni positive per le pari opportunità - appena approvato dalla Giunta – la possibilità di adottare uno specifico codice di condotta contro le molestie “per contrastare comportamenti lesivi della dignità dei dipendenti e tutelare chiunque sia fatto oggetto di qualsivoglia atto o comportamento integrante molestia morale, sessuale, di genere – che produca un effetto pregiudizievole e discriminante nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori. Le anticipazioni relative alla riforma del Pubblico impiego firmata dal ministro Madia prevedono una mappa dettagliata delle condotte da evitare, degli obblighi da rispettare se non si vuole incappare in sanzioni che vanno dal semplice rimprovero verbale all’espulsione, fino al licenziamento per chi si macchia di molestie sessuali o comunque di particolare gravità, quando il tutto non è riconducibile a un singolo episodio.

“Il pugno duro previsto dalla Madia – è il commento di Gloria Lisi, Vicesindaco del Comune di Rimini con delega al personale – contro molestatori e corruttori è il frutto di una mutata sensibilità verso problematiche sempre più sentite dai lavoratori e dall'opinione pubblica. Nel processo di riforma dell'Ente stiamo lavorando su questo ma anche sul senso di appartenenza e l'esempio che, per primo, ogni dipendente pubblico deve dare alla propria comunità. Anche se non si tratta di novità assolute, queste modifiche rinforzano il cambio di passo culturale che la Pubblica Amministrazione, in primis, è chiamata a compiere. Comportamenti che come Comune di Rimini abbiamo in grande parte già inserito da tempo nel nostro Codice di comportamento e che recepiremo comunque con grande convinzione e celerità”.

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