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Montecopiolo e Sassofeltrio a Rimini, il Governo nicchia

Arlotti: ""I comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio non possono essere lasciati nel limbo in un momento delicato come questo, in cui si discute e ipotizza il riordino territoriale nazionale e dovranno essere riorganizzate le funzioni"

Aggregazione di Montecopiolo e Sassofeltrio alla provincia di Rimini, la questione è stata trattata nella commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati, per opera del deputato riminese Tiziano Arlotti, che promette battaglia: “Dal ministero risposta non soddisfacente alle attese delle popolazioni, mi riservo ulteriori iniziative per combattere questa grave ingiustizia nei confronti dei due comuni”

“I comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio non possono essere lasciati nel limbo in un momento delicato come questo, in cui si discute e ipotizza il riordino territoriale nazionale e dovranno essere riorganizzate le funzioni di gestione associata dei servizi fondamentali per dare risposte ai cittadini. Abbiamo l’obbligo morale di dare una definitiva e democratica risposta a chi ha avuto il coraggio di scegliere anzitempo rispettando alla lettera il dettato costituzionale”. Così il deputato PD riminese Tiziano Arlotti è intervenuto oggi in commissione Affari costituzionali della Camera, dove il sottosegretario all'Interno Gianpiero Bocci ha risposto all'interrogazione presentata nei mesi scorsi sulla questione.

Risposta che non è stata soddisfacente, spiega Arlotti. “Circa l'attuazione del dettato normativo, il ministero ha ritenuto di non poter presentare il previsto disegno di legge senza il preventivo parere dei consigli regionali, affermando che l'individuazione di soluzioni idonee nel rispetto della leale collaborazione tra i vari livelli di governo consentirà comunque di avviare l'iter al più presto e senza ulteriori ritardi. Ma la Regione Marche, nel 2012, aveva sostenuto ambiguamente e pretestuosamente, senza alcun fondamento normativo e dottrinale a sostegno, che in assenza del ddl governativo il Consiglio non può esprimere il parere”.

Nonostante l'esempio del distacco dei sette Comun dell'Alta Valmarecchia (conclusosi positivamente nonostante il parere negativo delle Marche e confermato dalla sentenza 246 della Corte costituzionale che ne rigettò il ricorso) e nonostante le lettere, le sollecitazioni dei Sindaci, le iniziative dei Comitati referendari e le diverse manifestazioni ad Ancona, ad oggi il parere del Consiglio delle Marche su Montecopiolo e Sassofeltrio manca ancora, prosegue il parlamentare.

“Il primo caso di attuazione dell’articolo 132 ha avuto il pieno crisma della Consulta! Per concludere la prima fase referendaria ed avviare la seconda parlamentare su richiesta del Ministro degli Affari Regionali, i Consigli Regionali debbono esprimere il loro parere, che è obbligatorio, ma non vincolante. Il comportamento della Regione Marche appare dunque irrispettoso, volto ad ostacolare l’iter, e va considerato senza dubbio alla pari di un parere negativo. La cosa è gravissima, è inaccettabile lasciare Montecopiolo e Sassofeltrio, con i loro cittadini, nella terra di nessuno. Alla faccia della democrazia!”.

Arlotti promette di dare battaglia. “Mi riservo di attivare un'ulteriore iniziativa puntuale per combattere questa grave ingiustizia nei confronti dei due comuni e delle loro popolazioni, che si sono espresse in modo netto e inequivocabile con i referendum del 2007 per il passaggio all'Emilia-Romagna. Ho già chiesto al presidente della commissione Affari costituzionali, inoltre, di incardinare i tre progetti di legge sul distacco depositati in questa legislatura da me stesso e dai colleghi Sergio Pizzolante e Gianluca Pini”.

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