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Morte al Villaggio Argentina, si infittisce il mistero sui tre cadaveri ritrovati

I primi risultati delle analisi tossicologiche riescono a chiarire i motivi del decesso solamente della più giovane delle vittime

A 10 giorni dal macabro ritrovamento dei tre cadaveri a Villaggio Argentina, i primi risultati delle analisi tossicologiche sui poveri resti mummificati destano ulteriori perplessità negli inquirenti che stanno indagando sulla morte di Alvaro Alonzo Cerda Cedeno, 35enne dell'Equador, Adriana Andrea Stadie, argentina di 44 anni, e di Sophie Annette Stadie, studentessa 15enne. Se l'autopsia, eseguita sui corpi, non è stata in grado di determinare la causa della morte per le due donne, mentre per il 35enne è evidente il decesso in seguito al taglio delle vene del polso sinistro, i nuovi esami hanno evidenziato del monossido di carbonio in quantità potenzialmente letale nel corpo della 15enne Lo stesso gas è stato trovato, ma in quantità molto più basse, negli altri due cadaveri. Questo particolare potrebbe aprire nuovi scenari alle indagini e ora la procura di Rimini potrebbe disporre ulteriori accertamenti sulla caldaia dell'appartamento e sulla macchina di Cedeno, parcheggiata poco distante da casa. Sono ancora attesi, inoltre, gli esiti degli esami tossicologici eseguiti sulle due donne e sull'uomo e sul cagnolino, uno yorkshire trovato morto ai piedi del letto dove giacevano madre e figlia.

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