Per il playboy da seimila donne fatale l'ultimo rapporto con la giovane escort

Da tutta Italia e dal nord Europa fiocca il cordoglio per la morte del "re dei vitelloni" Maurizio "Zanza" Zanfanti

Nella sua carriera ultraquarantennale, per sua stessa ammissione, aveva sedotto oltre 6mila donne prima di perdere il conto. Ma, ad essergli fatale, è stata proprio l'ultima, una escort 23enne dell'est Europa, con la quale si era appartato per un rapporto sessuale. Se n'è andato così Maurizio "Zanza" Zanfanti, 63enne playboy riminese considerato, da tutto il mondo, il "re dei vitelloni romagnoli". Dopo l'annuncio della sua morte, avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì, sono stati decine e decine di migliaia i messaggi di cordoglio rimbalzati sul web e arrivati ogni angolo del pianeta e, soprattutto, dal nord Europa dove, come vuole la leggenda, le sue conquiste femminili non si contavano. Secondo quanto ricostruito, nella notte Zanza aveva contattato telefonicamente l'amica escort, una 23enne romena, e si erano dati appuntamento verso l'1 in viale principe Amedeo a Rimini. Zanfanti era arrivato con la sua Mitsubishi Pajero e, dopo aver caricato la ragazza, i due si erano diretti nella periferia riminese. Parcheggiato il fuoristrada in via Pradella, dove il 63enne possedeva un appezzamento agricolo, i due avevano avuto un rapporto sessuale terminato il quale Zanfanti ha iniziato ad accusare un malore.

IL CORDOGLIO DEL SINDACO DI RIMINI

E' stata la giovane escort a dare l'allarme, chiamando un amico comune, il quale a sua volta ha telefonato al 118 dando le indicazioni al personale di Romagna Soccorso per raggiungere Zanza. All'arrivo di ambulanza e auto medicalizzata, i sanitari hanno tentato disperatamente di rianimare il playboy ma, nonostante tutti i tentativi, il suo cuore non ha ripreso a battere e, alla fine, il medico non ha potuto fare altro che dichiararne il decesso e informare le forze dell'ordine. In via Pradella è intervenuta una pattuglia della polizia di Stato con gli agenti che hanno informato del decesso il magistrato di turno. Il pm ha disposto un'ispezione cadaverica sul corpo del riminese che è stato trasportato all'obitorio cittadino. La causa più probabile del decesso è un arresto cardiocircolatorio e, nel tardo pomeriggio di mercoledì, è stato rilasciato il nullaosta ai funerali.

Maurizio Zanfanti era conosciuto da tutti soprattutto per la sua attività negli anni Settanta e Ottanta, come pr del celebre locale Blow Up. In quegli anni la Riviera romagnola pullula di turismo. Secondo alcuni, le turiste sceglievano quella zona proprio per incontrarlo e, addirittura, il quotidiano tedesco Bild gli aveva dedicato un articolo. Nell’intervista alla Bild aveva dichiarato di aver avuto anche 200 donne in un’unica stagione estiva. In modo particolare, aveva delle collaborazioni con agenzie turistiche del Nord Europa: durante l’inverno, nei Paesi scandinavi, Zanza stringeva relazioni che servivano a ravvivare la sua agenzia Club 33, che portava in Italia turiste al di sotto dei 33 anni. Da qualche anno aveva considerato chiusa la sua carriera di playboy. “Quante donne ho sedotto? Considerato che ho lavorato 35 anni, potrebbero essere 6.000. Ma ormai quello che dovevo fare l’ho fatto”, era stato il suo congedo.

Aveva i suoi "discepoli", imitato ma mai superato in fama e conquiste: "Zanza", vestiva con giacche di pelle, stivali, anche d'estate, portava capelli lunghi biondi. Tante le leggende sul suo conto, come quella della statua in cera in un paesino della Svezia eretta in sua memoria dalle sue ex fiamme, oppure della suo foto con autografo conservata dalle turiste che estate dopo estate tornavano a Rimini per rivivere l'emozione di una notte con "Zanza".

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