Trovato il pusher che ha venduto l'ecstasy mortale a Lamberto: un neodiplomato della sua città

Un'indagine record da parte degli uomini dell'Arma che hanno così chiuso il cerchio su questo caso doloroso. La dose mortale è stata ceduta da un 19enne che viveva nella stessa città del ragazzo morto

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I carabinieri hanno individuato e denunciato il pusher che ha venduto la dose mortale di mdma al sedicenne Lamberto Lucaccioni, il ragazzo morto sabato sera al Cocoricò. Un'indagine record da parte degli uomini dell'Arma che hanno così chiuso il cerchio su questo caso doloroso. La dose mortale è stata ceduta da un 19enne che viveva nella stessa città del ragazzo morto, vale a dire Città di Castello, in Umbria.

Il 19enne è stato denunciato a piede libero. I carabinieri domenica sera intorno alle 20 sono andati direttamente nella cittadina umbra che interrogare il giovane, appena diplomatosi al liceo scientifico. Il giovane ha ammesso in lacrime ai carabinieri di avere venduto la dose di 3 grammi di mdma liquida a tre ragazzi suoi concittadini, tra cui il 16enne stroncato da un'overdose dopo una serata al Cocorico' di Riccione.

Il giovane era a casa con i genitori e gli avvocati Raffaella Fiorucci e Luciana Pauselli. Interrogato il ragazzo ha ammesso subito di aver ceduto la droga e quindi non è stato necessario il fermo ed è stato denunciato in stato di libertà per spaccio e morte conseguente ad altro delitto.

IL COCORICO' - A nome del locale riccionese parla l'avvocato Alessandro Catrani: "Quale legale del gruppo "Cocorico" di Riccione desidero ringraziare l'Arma dei Carabinieri per la rapidissima e brillante individuazione del presunto responsabile della cessione letale di stupefacente al giovane ragazzo ieri notte tragicamente deceduto al Pronto Soccorso di Riccione.
Il soggetto individuato dai Carabinieri non ha nessun tipo di collegamento con la discoteca Cocorico. Come ritenevamo è stato accertato che la droga non è stata ceduta e acquistata nel locale ma addirittura nella città d'origine della giovane vittima. Colgo l'occasione per riaffermare che non può dirsi certo colpa del locale quanto di tragico purtroppo accaduto; è di tutta evidenza, infatti, che ciò sarebbe potuto capitare in qualsiasi altro luogo pubblico o privato. Ribadisco inoltre i grandi sforzi che da anni portiamo avanti in tema di prevenzione dei reati e dei fatti comunque cruenti. Continueremo a lottare contro la droga e questi "mercanti di morte" che attentano alle vite nella maniera più vile e deplorevole. Per quanto concerne il denunciato, il Cocoricò si costituità parte civile contro il pusher, in quanto il danno d'immagine è stato enorme ed occorre dare un segnale forte anche in tal senso. Il ricavato sarà devoluto alle associazioni che si dedicano alla lotta alla droga.".

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