Cronaca

Trovato morto sulla panchina nella notte, per gli inquirenti è omicidio

Sul posto si sono riuniti vari amici e membri della comunità senegalese di Rimini, che hanno descritto il conterraneo deceduto come un giovane, lavoratore, residente in Italia da diversi anni

Indagini serrate della Squadra Mobile per individuare i responsabili della morte di un giovane senegalese di 27 anni, trovato cadavere intorno alle 2 della notte tra martedì e mercoledì all'imbocco del nuovo ponte di via Coletti, a Rivabella, ai piedi di una panchina. Sul posto gli inquirenti hanno individuato tracce di sangue, ai piedi di una panchina in legno posta tra l'inizio del ponte e lo stradello ciclo-pedonale lungo l'argine che porta in direzione mare. Nelle vicinanze è stata rinvenuta anche la bicicletta in uso al senegalese. Più che altro uno sgocciolio di sangue, piuttosto contenuto.

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Due le principali ipotesi che hanno seguito i detective della Squadra Mobile: quella iniziale è che il giovane sia stato vittima di un pirata della strada che si è dileguato dopo aver investito il ciclista, ma poi ha preso maggiore corpo la pista dell'omicidio. Questo perché la bicicletta sarebbe stata trovata non incidentata ma appoggiata alla ringhiera del ponte, per altro chiusa col lucchetto. Insomma, nessuna traccia evidente di un urto stradale. Ma decisivo è stato il primo esame delle ferite: il giovane ad un primo esame presenta ferite alla testa e la gamba destra rotta. Nell'erba non lontano anche un bastone che però al momento non presenta tracce di sangue. Il giovane, secondo una prima ipotesi, è morto a causa di un trauma alla parte alta del corpo.

Sul posto si sono riuniti vari amici e membri della comunità senegalese di Rimini, che hanno descritto il conterraneo deceduto come un lavoratore, residente in Italia da diversi anni e regolare col permesso di soggiorno. Anche gli investigatori lo hanno definito "un bravo ragazzo", nessun legame col mondo dello spaccio e senza precedenti. Fino a 10 giorni fa lavorava come aiuto cuoco in un noto ristorante del lungomare di Rimini e a quanto sembra stava pensando di tornare a casa dove 6 mesi fa si era sposato. Col suo lavoro inviava regolarmente soldi alla famiglia in Senegal, a Rimini invece viveva con 3 connazionali.

Al momento della scoperta del cadavere sul posto sono intervenuti anche i sanitari del 118, ma per l'individuo non c'era già più nulla da fare. Le indagini sono state affidate alla Squadra Mobile della Questura di Rimini, coordinate dal sostituto procuratore Paolo Gengarelli. Gli inquirenti sono al lavoro per chiarire le cause della morte, su questo sarà fondamentale l'autopsia, che la Procura della Repubblica ha già disposto e affidato al dottor Fortuni. Quando il corpo è stato rinvenuto perdeva sangue dalla bocca e dall'orecchio.

In tasca aveva ancora le chiavi del lucchetto della bicicletta e in mano, al momento dell'aggressione, aveva probabilmente il cellulare, che è stato ritrovato ai piedi della panchina. Intorno a mezzanotte aveva salutato gli amici, mentre sulle 2 il suo cellulare ha suonato invano, per le chiamate non risposte dei coinquilino preoccupato perché non lo vedeva rincasare. Il delitto si è compiuto nel lasso di quelle due ore, all'inizio del sentiero chiamato la "Camminata degli artisti" (in sentiero fluviale lungo il canale deviatore del Marecchia). Per ora si esclude solo il movente della rapina, in quanto in tasca la vittima aveva il portafoglio con 20 euro in contante.

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