Indino: "Credo nei giovani ma devono essere più responsabili e non fare assembramenti"

Il presidente Confcommercio della provincia di Rimini: "Per i gestori di pubblici esercizi è un momento durissimo e un provvedimento di chiusura serale li rimetterebbe di nuovo in ginocchio"

Dopo la raffica di controlli e multe che, nel fine settimana appena trascorso, sono fioccate nel centro storico di Rimini per gli assembramenti della movida post epidemia e la minaccia dell'assessore Jamil Sadegholvaad di una nuova serrata per i locali pubblici, ad intervenire sulla situazione è Gianni Indino, presidente Confcommercio della provincia. “Credo nei giovani - commenta - ma serve più responsabilità personale: ne va della salute di tutti e dell’economia dell’intero territorio. Per i gestori di pubblici esercizi è un momento durissimo e un provvedimento di chiusura serale li rimetterebbe di nuovo in ginocchio, col rischio che gli assembramenti nelle piazze restino, magari  bevendo bottiglie acquistate a poco nei minimarket. Intollerabili però musica alta in bar e chioschi che induce al ballo in strada: per i locali da ballo al danno si aggiunge la beffa”.

“Nelle scorse settimane mi sono sempre sbilanciato a favore della riapertura dei pubblici esercizi, luoghi di socialità e di relazioni che mancavano da tempo. L’ho fatto confidando nella responsabilità delle persone – spiega il presidente di Confcommercio della provincia di Rimini - soprattutto dei ragazzi, e ancora una volta ci tengo a ribadire che la maggioranza dei giovani è uscita e si è divertita in maniera responsabile. Non devono essere gruppi di irresponsabili a farci tornare indietro. Gli assembramenti visti nel weekend nelle piazze del centro di Rimini non sono tollerabili e ringrazio le forze dell’ordine per i loro interventi, dapprima limitati a far capire ai gestori dei locali e ai clienti che si dovevano tenere atteggiamenti diversi. Le sanzioni ai ragazzi che ne sono seguite non mi fanno felice, ma dopo tanti richiami presi con menefreghismo, le forze dell’ordine non potevano fare altro. Dobbiamo aiutarli a svolgere il loro compito, che è a protezione di tutti noi". 

"E’ un momento di estrema difficoltà - aggiunge Indino - e davvero faccio fatica a comprendere come ancora non si sia capito fino in fondo che con qualche piccola accortezza, chiamiamola anche sacrificio, si possa preservare la salute di tutti e che al contrario permane il rischio di un nuovo aumento di contagi e dunque di una nuova chiusura forzata. Ai ragazzi va lasciata una prova d’appello, ci mancherebbe, ma io faccio anche appello a loro perché davvero  serve più responsabilità personale. C’è in primis da proteggere la salute, ma anche la stagione balneare e l’economia e la tenuta dell’intero territorio Per i gestori dei pubblici esercizi la luce in fondo al tunnel di un periodo durissimo è ancora lontana, ma con grande fatica cercano di riprendere la loro attività districandosi tra nuove norme, adempimenti e protocolli. Un provvedimento di chiusura serale significherebbe metterli nuovamente in ginocchio andando contro un lento e faticoso ritorno alla normalità. Ammesso e non concesso che i ragazzi tornino poi a casa e non si assembrino in strade, parchi o piazze magari con le bottiglie di alcolici di bassa qualità acquistate in quantità nei minimarket. Tutti stiamo mettendo il massimo impegno per uscire da questa situazione nuova e gravosa, dalle forze dell’ordine al prefetto, dalle amministrazioni comunali ai gestori dei locali. Serve massima attenzione, ma soprattutto è necessaria un’assunzione di responsabilità collettiva per non doverci pentire di qui a poco".

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"Al contrario non è invece tollerabile che si consenta a chioschi e bar di tenere musica a tutto volume, luci, dj-set e vocalist – conclude il presidente Indino -, un vero invito ai giovani a lasciarsi andare riproponendo di fatto l’ambiente delle discoteche. Si chiede attenzione a questi fenomeni, pericolosi perché creano e facilitano contatti e assembramenti, che sono vietati dalla legge e sono un ulteriore schiaffo a tutti i locali da ballo chiusi forzatamente che così oltre al danno vedono aggiungersi anche la beffa con il concreto rischio di ulteriori slittamenti della loro ripartenza, nonostante le aperture del presidente della Regione, Bonaccini”. 
 

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