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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca Riccione

Movida notturna, scontro tra Silb, Confcommercio e Federalberghi di Riccione

Gli albergatori della Perla Verde contrari alla musica notturna, Indino: "No al turismo esclusivamente over 50, siamo pronti a sederci a un tavolo per discutere"

A lanciare il sasso il sasso erano stati gli albergatori di Riccione che, in una nota stampa di Federalberghi, oltre a plaudere a un maggior decoro della città si dicevano contrari alla musica notturna. A stretto giro di posta è arrivata la replica del Silb, il Sindacato Italiano Locali da Ballo, e di Confcommercio che sottolina come sia necessaria una diversificazione del divertimento e come, i locali notturni, siano un richiamo per i giovani contestando, allo stesso tempo, le vacanze riservate agli "over50". “Riteniamo di vitale importanza, per il turismo di Riccione, una progettualità che riguardi l’intrattenimento – dice Gianni Indino, presidente regionale di Silb e provinciale di Confcommercio - da portare avanti con regole chiare, ma non certo con le chiusure che sono emerse dal nuovo pensiero di Federalberghi Riccione, che nel giro di una settimana sembra aver maturato nuove convinzioni rispetto a quanto precedentemente dichiarato. Leggere che bisogna puntare sul turismo over50 ci pare un concetto miope, che va in contrasto anche con la storia stessa del nostro territorio, da sempre ospitale con tutti e a maggior ragione con i giovani, veri e propri turisti del presente e del futuro. Le amicizie dei giovani delle scorse generazioni nate sotto gli ombrelloni e nei locali di Riccione, sono quelle che hanno fatto entrare la nostra terra nel cuore delle persone e che ci permettono di poter contare su un bacino di turisti affezionati che non rinuncerebbero mai, ancora oggi, ad una vacanza in Riviera. Insomma, gli over50 tanto osannati, non sarebbero qui se la Riviera non fosse stata sempre un caposaldo del turismo giovanile. Ma questa chiusura non tocca solo il cuore e il futuro del nostro turismo: anche pensando esclusivamente al presente, riteniamo un vero autogol precludersi tutta una fetta di turismo, quella dei giovani, che invece rappresenta una risorsa importante per numerosi attori, compresi gli albergatori".

"Da affiancare al turismo enogastronomico, culturale, sportivo e del benessere, che ci vedono certo favorevoli, ma che non pensiamo possano bastare - prosegue Indino. - Entrando nello specifico, ricordiamo che i locali della zona del Marano sono nati e proseguono tutt’ora la loro mission di “contenitori di divertimento”. Una leva che si dovrebbe sfruttare al meglio e incentivare, non imbavagliare o demonizzare. I locali si sono impegnati davanti all’amministrazione comunale, anche con un  documento firmato collettivamente, stendendo un programma puntuale. In esso la realizzazione di progetti per promuovere tutta l’area come meta turistica riccionese “night & day”, la realizzazione di eventi di carattere musicale e danzante, sportivo, culturale, di benessere e culinario, nonché un lavoro in sinergia tra loro, offrendo collaborazione all’amministrazione con interventi di riqualificazione anche dell’attigua passeggiata (illuminazione, nuovi decori e panchine) per renderla più sicura e aumentarne l’appeal. Sul piano della sicurezza, i locali del Marano sono pronti a garantire controlli anche nelle aree esterne collaborando con le agenzie specializzate di professionisti e a selezionare la clientela rendendo i propri locali eccellenze nel settore dell’intrattenimento, regolamentato e controllato a dovere, di cui la città ha bisogno. Questo demonizzare la musica e il ballo in locali autorizzati a queste forme di intrattenimento, preferendo il buio e il deserto per soddisfare le esigenze degli Over50, è una stortura di questi anni che paghiamo oggi e pagheremo più avanti. Tutto questo discorso va di pari passo con quello degli street bar, che possono proporre eventi live (che siano indistintamente concertini, karaoke, mostre, degustazioni…) una sola volta alla settimana, costringendo chi desidera questa forma di intrattenimento a cambiare comune o provincia".

"Pensiamo - conclude Indino - che sia il tempo di dare regole certe, per il bene di tutta l’imprenditoria riccionese, senza dover più aspettare e sperare nelle deroghe. Pensiamo che chiunque voglia fermare tutto questo, abbia una visione troppo ristretta per fare (e proporre) turismo. A maggior ragione se crediamo che basti un’ora di musica in meno per evitare furti, spaccio, risse, sporcizia e degrado, andando dietro al ragionamento proposto in chiusura di nota da Federalberghi Riccione, allora abbiamo trovato la ricetta per rimettere a posto non solo Riccione, ma tutto il Paese. Riccione non è solamente spiaggia, o alberghi, o negozi, o locali: tutte sono componenti imprescindibili per un’offerta turistica completa e dunque tutti insieme dovremmo confrontarci e sederci ad un tavolo affinché dalla demagogia si passi ai progetti reali, come quello da noi presentato all’amministrazione e che siamo assolutamente disponibili ad illustrare a Federalberghi Riccione in un incontro”.

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