In arrivo multe per asili nido e centri estivi non in regola

In vista dell'approvazione in Consiglio, si valuta se inserire una previsione specifica sulle vaccinazioni

Arrivano a Rimini le sanzioni per chi sgarra nella gestione dei servizi ricreativi ed educativi per la prima infanzia e dei centri estivi. Accolte in maniera bipartisan questa mattina dalla commissione consiliare competente, che approva all'unanimità la delibera. Mentre, in vista dell'approvazione in Consiglio, si valuta se inserire una previsione specifica sulle vaccinazioni. Il regolamento, spiega il dirigente Massimo Stefanini, suggerisce ai privati le modalità per aprire un nido o un centro estivo, a cui sono iscritti, rispettivamente, circa 900 bimbi tra gli zero e i tre anni e circa 550 ragazzi tra i tre e i 17, ai quali se ne aggiunge una ottantina nei nidi. Le sanzioni partono da 2.000 euro e per chi viene pizzicato senza le necessarie autorizzazioni scatta una multa da 8.000 euro nei nidi e 4.000 nei centri estivi. Sono poi previste varie fattispecie, come la mancanza del registro delle presenze o la non esposizione della autorizzazione. Da parte dell'ufficio competente, sottolinea Stefanini, c'è la massima collaborazione per aiutare nei vari adempimenti, dall'igiene dei locali al progetto pedagogico, dal personale alle mense, fino agli "stringenti" parametri edilizi. La Regione mette poi a disposizione per le famiglie con Isee sotto i 28.000 euro un fondo di sostegno per i centri estivi nel distretto Rimini nord: quest'anno 340.000 euro che si traducono in 84 euro a settimana per un massimo di quattro settimane. Il bando uscirà ad aprile. "Per la prima volta dopo 70 anni si registra un grande calo demografico nelle scuole", argomenta l'assessore Mattia Morolli. A Rimini è nell'ordine dell'8%-9% e "otto-nove scuole andranno verso la chiusura". Tornando al regolamento, richiesto dalla Regione, si definiscono le possibilità e le norme dei centri estivi e dei servizi nido per una "tutela maggiore", anche del privato da cui arriva un input in tal senso. 

Morolli, rispondendo ai consiglieri che chiedono se qualche struttura sia stata chiusa, riporta il caso di Corpolò poco dopo Natale e l'episodio "gravissimo" alla scuola Sforza dove si sono persi 10 chilogrammi di pasta della mensa ed è scatta una sanzione da 5.000 euro. La volontà del Comune, prosegue, è realizzare "maggiori investimenti" sulle scuole dell'obbligo per creare spazi per mense e laboratori, anche perchè "il tema del pomeriggio diventa fondamentale" e c'è "una forte tendenza in elementari e medie sui cinque giorni". Dai banchi della maggioranza Davide Frisoni di Patto civico chiede che la collaborazione da parte dell'ufficio tecnico sia "vera", mentre Milena Falcioni del Partito democratico caldeggia una previsione specifica sull'obbligo vaccinale e il collega Simone Bertozzi giudica "forse anche basse le sanzioni". Per Nicola Marcello di Forza Italia è invece troppo alto l'Isee da 28.000 euro e la previsione anti no vax potrebbe portare a uno "scontro frontale"; il collega di Fratelli d'Italia Gioenzo Renzi chiede conto delle tariffe, mentre Gennaro Mauro del Movimento per la sovranità sottolinea che le strutture annuali danno "meno problemi" e come siano "troppo lunghi" gli archi di tempo previsti per mettersi in regola. 

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