Ordinanza antiprostituzione, tante le multe ma gli incassi sono appena un quinto

Su 250 verbali elevati dal personale della polizia Municipale di Rimini, appena una cinquantina di multati hanno pagato la contravvenzione

I conti fanno decisamente fatica a tornare per quanto riguarda le multe, elevate dalla polizia Municipale di Rimini, per le contravvenzioni all'ordinanza antiprostituzione. I dati del 2014 parlano chiaro: su 190 verbali da 258 euro, per violazione dell'ordinanza antilucciole, appena 40 sono andati all'incasso per un totale di 10.320 euro. Più confortante la situazione per quanto riguarda le violazioni al regolamento del decoro, la cui ammenda è di 1000 euro. Su 56 verbali elevati dagli agenti, la quasi totalità è andata all'incasso ma, in questo caso, a pagare sono stati soprattutto i clienti pizzicati a contrattare la prestazione in strada con la "bella di notte" di turno. Il saldo della multa è, ovviamente, il metodo più sicuro per evitare che il verbale arrivi a casa e dover dare imbarazzanti spiegazioni ai propri famigliari. Sul fronte delle prostitute, invece, sono 14 i verbali stilati dalla Municipale e, tutti, non sono stati pagati in quanto le lucciole hanno presentato ricorso.

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"Non siamo così ingenui da voler far cassa sulle prostitute - ha sottolineato l'assessore alla Sicurezza, Jamil Sadegholvaad. - E' ovvio che il provvedimento mira a disincentivare i clienti dal frequentare le lucciole in strada e, fin dall'inizio, avevamo la certezza che le prostitute avrebbero trovato ogni modo per non pagare le multe. L'accumulo dei verbali, tuttavia, ci permette di creare una sorta di pedigree di quante esercitano il mestiere più antico del mondo in maniera tale da rendere evidente il loro lavoro. Questo ci aiuta ad emettere il provvedimento del foglio di via obbligatorio che, con la nuova sentenza della Corte d'Appello, resta lo strumento più idoneo per allontanare le lucciole da Rimini".

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