Mutonia è salva, niente sfratto per il campo dei Mutoid sul Marecchia

I giudici del Tar hanno ritenuto regolare il piano di salvataggio del parco voluto dalla giunta clementina

I giudici del Tar salvano Mutonia dallo sfratto e gli artisti del campo, nato sulle sponde del Marecchia agli inizi degli anni '90, potranno continuare a vivere e creare le loro opere. I magistrati del Tribunale Amministrativo, infatto, hanno ritenuto regolari gli interventi dell'amministrazione clementina che avevano preparato un piano urbanistico speciale per i Mutoid. Secondo il Tar, quindi, questo non vìola le leggi in materia ritenendo in oltre che il campo "ha assunto caratteri identitari specifici e di grande unicità per l’assoluta singolarità dell’insediamento Mutoid, che non sono in contrasto con il paesaggio tutelato". Si conclude, quindi, la battaglia innescata nel 2014 da un "vicino di casa"  contro le ordinanze e gli strumenti urbanistici del comune che andavano a prevedere un nuovo parco artistico Mutonia. "Una forma innovativa e di grande riconoscimento per la storia e l'impatto culturale e urbano che la comunità mutoid ha introdotto sul nostro comune - ha dichiarato Filippo Sacchetti, assessore all'Urbanistica di Santarcangelo. - Uno sguardo sostenibile, umano,che cerca nell'integrazione tra arte e utopia una strada per un mondo migliore. Un grande grazie a tutti i dipendenti comunali, agli avvocati Rossi e soprattutto alla Mutoid Waste Company per averci creduto e per anni combattuto".

Il sindaco di Santarcangelo Alice Parma evidenzia come la sentanza che conferma la legittimità del Parco Artistico Mutonia costituisce un ulteriore riconoscimento del legame che la città e il gruppo di artisti della Mutoid Waste Company insediati nell’ex cava, hanno saputo creare nel corso degli anni. "Un legame che si è fatto sentire forte qualche anno fa quando la minaccia di uno sgombero ha portato tanti a dire “Mutoid must stay”. Non a caso, infatti, quel gruppo di giovani chiamati trent’anni fa a Santarcangelo in occasione del Festival del Teatro ha trovato nello spirito di accoglienza e nella libertà di espressione artistica della nostra città, il luogo ideale dove stabilirsi e dove dare vita a sculture e performance. Grazie alla collaborazione sviluppata con le Amministrazioni comunali che si sono succedute nel corso degli anni nonché durante il periodo Commissariale, oggi Mutonia costituisce un caso unico a livello europeo di rigenerazione di un insediamento industriale abbandonato grazie a una riqualificazione che ha saputo coniugare il valore ambientale dell’area con l’intuizione di dare vita a laboratori dove dagli scarti della civiltà post industriale nascono opere d’arte".

Chiosa Alice Parma: "Di questa straordinaria esperienza che ha anticipato di trent’anni i temi sull’ambiente e sulla produzione usa e getta, dobbiamo essere tutti orgogliosi. Ai tecnici interni ed esterni all’Amministrazione, ai legali che hanno assistito il Comune, alla comunità di artisti e a tutti coloro che si sono prodigati per questo risultato, va il ringraziamento dell’Amministrazione comunale".

La storia

La storia romagnola dei Mutoid inizia nei primi anni '90 quando l'intera comunità di artisti si spostò in Italia, nei pressi di Santarcangelo di Romagna, da Berlino installandosi in una vecchia cava lungo il fiume Marecchia, di proprietà demaniale, creando un "villaggio degli scarti" che denominarono Mutonia: qui essi ripresero – e continuano tuttora – a svolgere attività performative e visuali a difesa del libero arbitrio e del recupero creativo del rapporto dell'uomo con la natura in un'ottica post-industriale. Negli anni '90 le loro performance vennero spesso proposte nel Festival Internazionale del Teatro in Piazza di Santarcangelo e nel 2012 una loro performance fu inserita nella cerimonia di chiusura delle Paraolimpiadi di Londra.

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