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Nascosti al Fisco 2,5 milioni di euro, arrestato noto gioielliere di Riccione

Nell'operazione della Guardia di Finanza "Perla di Cristallo" in manette anche un maresciallo delle Fiamme Gialle di Pesaro e il socio marchigiano del riccionese. I soldi dell'evasione venivano fatti transitare nella Repubblica di San Marino per poi essere riportati in Italia

E' di due imprenditori e di un maresciallo della Guardia di Finanza arrestati per frode fiscale, corruzione e falso, e di altre 3 persone indagate a piede libero, il bilancio dell'operazione "Perla di Cristallo" delle Fiamme Gialle di Rimini scattata nella giornata di venerdì. A finire agli arresti domiciliari è stato un noto gioielliere riccionese 65enne, con negozi in viale Ceccarini e in corso Italia a Cortina, oltre che effettivo proprietario di una serie di centri benessere nelle Marche gestiti dal suo socio anche lui ai domiciliari. La terza persona in manette è un maresciallo della Guardia di Finanza di Pesaro accusato essere stato corrotto dal gioielliere e di avergli passato informazioni riservate prese dai sistemi informatici delle forze dell'ordine. Il 65enne, accusato di frode fiscale, aveva messo a punto una prassi consolidata per sottrarsi al pagamento delle imposte, come dimostrano gli irrisori redditi dichiarati fino al momento dell’accertamento con una media di circa  15.000€ annui, a fronte di accertate movimentazioni finanziarie e patrimoniali milionarie. L'operazione, inoltre, ha permesso di effettuare sequestri per equivalente di 2,2 milioni di euro.

Le indagini sono partite da anomali flussi finanziari, frutto di evasione fiscale, tra l'Italia e la Repubblica di San Marino. In particolare il gioielliere riccionese prelevava gli incassi in nero delle gioiellerie di Riccione e di Cortina, oltre a quelli dei centri benessere gestiti dal suo socio a Riccione, Pesaro, Fano e Calcinelli di Saltara, e li trasferiva nelle banche sammamrinesi effettuando dei depositi in contanti. Una società sammarinese appositamente costituita e riconducibile allo stesso imprenditore veniva utilizzata per depositare i proventi illeciti. Quando, poi, gli indagati avevano necessità di utilizzare il denaro così accumulato, simulavano rapporti commerciali di vendita alla società sammarinese a giustificazione dei corrispondenti flussi finanziari in entrata. Il nero veniva poi utilizzato per ripianare dei prestiti concessi da istituti bancari nazionali oppure per finanziare la società operante nel settore del benessere. Per ottenere liquidità per la gestione dei centri estetici, e giustificare il continuo ricorso al credito bancario per coprire gli investimenti derivati dal nero, venivano predisposte cambiali da presentare allo sconto, indicando falsamente traenti inconsapevoli. Per riuscire a ottenere i dati da utilizzare nelle fatture fittizie, l'imprenditore riccionese e il suo socio marchigiano avevano avvicinato il sottoufficiale delle Fiamme Gialle che, dietro la promessa di un orologio e di un'Audi A6, aveva fornito loro il materiale richiesto.

Quando le macchinazioni del gruppo sono però iniziate a venire alla luce, i due principali indagati avevano realizzato e presentato delle fatture false all’Agenzia delle Entrate, avvalendosi dei dati forniti? dal maresciallo, e il 65enne aveva poi costituito un fondo patrimoniale per salvaguardare il patrimonio immobiliare personale.? Un patrimonio che, con il suo arresto, è stato messo sotto sequestro dalla Guardia di Finanza e comprende immobili e terreni?, quote delle società proprietarie delle gioiellerie di Riccione e di Cortina D’Ampezzo e dei centri estetici di Riccione, Pesaro,  Fano e Calcinelli di Saltara?, le disponibilità finanziarie del gioielliere per 2.161.454,00 di euro, pari alle imposte evase nel solo periodo 2011/2012.? Oltre alle aziende, sequestrate tra la Romagna, le Marche e il Veneto, tra i beni dell'imprenditore finiti sotto sigilli spicanno un attico in ciale Trento e Trieste a Riccione e un garage in viale Ceccarini, tre terreni nel Comune di San Giovanni Marignano e varie auto di lusso targate San Marino.

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