Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Le vendite nel weekend dell'Immacolata, Zanzini: "Qualche segnale di ripresa, ma non basta per alzare la testa"

Il consigliere nazionale: "C'è stato movimento e maggiori vendite, ma una boccata d'ossigeno non è sufficiente per una vera ripresa"

Non si può ancora parlare di una vera e proprio corsa ai regali di Natale, ma nel fine settimana che ha incrociato la festività dell'Immacolata sia in centro storico sia nelle vie dello shopping al mare qualcosa si è mosso. Le vendite ci sono state, ma ancora tanti commercianti non intravedono un orizzonte rosa. "Qualcosa si è mosso, ma non c'è da cantare vittoria, la situazione è grave", spiega Giammaria Zanzini, consigliere nazionale e vice presidente regionale di Federmoda, e titolare del negozio di abbigliamento per uomo a Marina Centro.

Zanzini evidenzia un "neo" in queste vendite: "I commercianti che hanno appena riaperto stanno applicando delle vendite promozionali, nella speranza di incentivare gli acquisti, una scontistica alta e questo produce meno liquidità, in sostanza si guadagna meno, non c'è un fatturato solido e non ci sono abbastanza entrate per pagare affitti dei negozi, utenze e dipendenti. In questo ponte si può parlare di una boccata d'ossigeno ma non basta per farci rialzare la testa".

Come ricorda Zanzini i saldi sono stati posticipati al 30 gennaio, "e con la conferenza delle Regioni abbiamo ottenuto di poter liberalizzare le vendite promozionali, cosa che non mi trova in d'accordo. Va ricordato che le vendite promozionali sono vietate 30 giorni prima dei saldi". Il consigliere nazionale Federmoda, dati alla mano, spiega ancora che dal 1° gennaio al 30 settembre 2020 in Italia hanno chiuso 10.276 imprese, 1.141 al mese. "In Emilia Romagna in nove mesi abbiamo perso 1.472 attività e nella provincia di Rimini hanno chiuso la saracinesca 84 imprese. E adesso stiamo perdendo un'altra stagione di vendite, quella dell'autunno inverno".

zanzini giammaria federmoda 2019 ok-2

Zanzini inoltre ricorda che "i commercianti al dettaglio del tessile, abbigliamento, calzature e accessori non hanno ricevuto nessun ristoro o incentivi a fondo perduto. Siamo un settore dimenticato. Un governo che vuole tutelare le microimprese deve lavorare su questo. Abbiamo perso un 70%, ci sono stati giorni in cui abbiamo incassato 20 euro, al massimo 50. Se i negozi chiudono uno dopo l'altro viene anche meno il presidio del territorio e le città, i centri storici e le periferie si desertificano. Un fenomeno, quest'ultimo, che in Italia è aumentato del 15% negli ultimi dieci anni.

Infine, Zanzini, sulla scia dell'intervento nei giorni scorsi dell'assessore Sadegholvaad, rivolge un appello ai riminesi chiedendo di comprare nei negozi di quartiere: "Se si continua ad acquistare online le vetrine delle città si spengono, inoltre si perde il rapporto con un professionista che può consigliare veramente, ma non solo, in un negozio si può toccare subito con mano quello che si compra, la reale qualità di un prodotto che poi indosseremo".

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