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Negato il Natale in una scuola primaria di Cattolica, l’affondo della Lega Nord

Jacopo Morrone: "pensavamo che la lezione di Rozzano fosse stata sufficiente ma a quanto pare non lo è"

"Pensavamo che la lezione di Rozzano fosse stata sufficiente ma a quanto pare non lo è. Ci troviamo di nuovo di fronte ad una situazione imbarazzante dove le nostre tradizioni sono schiacciate, per non dire cancellate, da uno sterile perbenismo" attacca Jacopo Morrone, Segretario Nazionale della Lega Nord Romagna che interviene perentorio sull’episodio dello spettacolo teatrale organizzato dalla scuola elementare “Repubblica” di Cattolica che di fatto “boicotta” le tradizioni natalizie.

"Non si tratta della scelta di un genitore ma della delusione di una bimba di quarta elementare che si è sentita privata del Natale", ricostruisce il consigliere comunale del Carroccio Marco Cecchini messo al corrente giorni fa da alcuni genitori dello spiacevole episodio. "Nel corso della recita - spiega Cecchini - si terranno solo canti hawaiani e africani che con questa festività poco ci azzeccano. Non si capisce per quale motivo in occasione della festa di Halloween siano stati realizzati lavoretti manuali e disegni celebrativi mentre per il Natale tutto sia passato in sordina".

La mamma della bambina, sbigottita per l’intera situazione racconta di aver incontrato la maestra chiedendole lumi sulla vicenda. "Con un buonismo disarmante - attacca il consigliere Cecchini - la maestra le avrebbe confermato la scelta della scuola, quella cioè di non fare alcun riferimento al Natale per non ledere la sensibilità di nessun alunno. Qui non si tratta di problemi di integrazione o accoglienza ma di una vera e propria perdita delle nostre radici, delle nostre tradizioni e della nostra storia. E’ una vergogna!". 

"E’ una totale mancanza di rispetto nei confronti della nostra cultura - conclude il Segretario Nazionale della Lega Nord Romagna Morrone. - Le nostre tradizioni non sono merce di scambio e il loro valore dovrebbe essere chiaro e condiviso a tutti. Come noi tanti altri dovrebbero essere indignati di fronte a queste situazioni ed avere un moto d’orgoglio. Se continuiamo a porgere la guancia a questi comportamenti perbenisti perderemo la nostra storica identità. Ci stanno togliendo servizi, risorse importantissime e oggi pretendono anche di cancellare le nostre radici: è una storia che deve finire".

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