Nelle grotte di Santarcangelo l'habitat di una specie di insetti Limoniidae

Non pericolosi per l’uomo sono indicatori biologici di un habitat salubre e privo di insetticidi

Una nuova scoperta vede al centro le grotte di Santarcangelo: questa volta non si tratta dell’ennesimo ipogeo venuto alla luce più o meno casualmente, bensì di un ospite fisso che fa parte della famiglia di insetti Limoniidae e che non ha niente a che vedere con la zanzara comune. Questi insetti sono indicatori biologici di un habitat salubre e privo di insetticidi, un piccolo ecosistema raro e prezioso di entomofauna da rispettare, anche perché la specie non punge l’uomo e non comporta pericolosità in ambito sanitario. 

La scoperta – risalente ai giorni scorsi – si deve agli esperti di Anthea, chiamati dall’Amministrazione comunale a compiere una serie di verifiche in seguito ad alcune segnalazioni, che indicavano la presenza di zanzare all’interno di molti ipogei presenti nella parte antica della città. Grazie a uno studio più approfondito della situazione con l’utilizzo di trappole, è stato possibile risalire a questa specie, presente in maniera frequente sulle pareti delle grotte insieme a quegli organismi (generalmente artropodi) che trascorrono le ore diurne e svernano nelle zone prossime all'ingresso. 

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Le grotte di Santarcangelo, anche se artificiali, nel corso dei secoli hanno sviluppato un loro ecosistema: gli insetti, infatti, sono un ottimo nutrimento per predatori come crucidure (topiragno) e pipistrelli, tutte specie protette. Le larve terricole di tali insetti si sviluppano nel substrato delle grotte o in terreni erbosi sovrastanti, all’interno di aree umide a contatto con piccoli pertugi delle grotte o in ambienti semi-allagati. Le grotte, con il loro ambiente umido, buio e il terreno semicompatto, costituiscono un ottimo rifugio per i voli nuziali delle Limoniidae, soprattutto in questa stagione.
 

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