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Meteo, arriva il freddo artico. L'esperto: "Possibili rovesci di neve anche in pianura"

Come annuncia a RomagnaOggi.it Pierluigi Randi, meteorologo/previsore di MeteoCenter.it/Meteoromagna.com, è in arrivo una massa d'aria fredda dal Nord Europa

E' arrivato il momento di tirar fuori dagli armadi maglioni e cappotti. Quella appena iniziata, infatti, si annuncia una settimana da brividi. Come annuncia a RomagnaOggi.it Pierluigi Randi, meteorologo/previsore di MeteoCenter.it/Meteoromagna.com, è in arrivo una massa d'aria fredda dal Nord Europa, che, oltre ad determinare un crollo della colonnina di mercurio, favorirà dell'instabilità, associata a precipitazioni che potranno assumere carattere nevoso a quote molto basse, a tratti fin lungo la costa.

Randi, è un novembre a tre volti: estivo, autunnale ed ora invernale?
Possiamo tranquillamente affermare che è proprio così; una prima parte di autunno molto mite con temperature sovente da tarda estate; un parte centrale ancora molto mite ma anche umida e piovosa, ed una terza parte, o meglio, il finale, quando sono attesi i primi avamposti dell'inverno ormai alle porte. Occorre precisare che è del tutto normale avere, nella terza decade di novembre, le prime vere irruzioni di aria fredda che introducono al trimestre invernale (il quale meteorologicamente comincia il primo dicembre), pertanto sotto questo punto di vista nessuna anomalia, anzi, l'anomalia vera l'abbiamo vissuta negli ultimi 40 giorni con uno degli autunni, ad ora, più caldi di sempre.

Cosa dobbiamo attenderci?
Dalla Scandinavia è partita domenica una massa d'aria di origine artica che già lunedì ha investito i Balcani e da qui, attraverso sostenuti venti di bora, irromperà sul versante adriatico. Ciò determinerà un sensibile calo termico già dalle prossime ore che ci accompagnerà fino a giorno 28 compreso toccando il culmine tra domani e mercoledì, quando avremo temperature di 5/6°C al di sotto delle medie del periodo, specie sui rilievi. I venti si disporranno da nord--est rinforzando anche sensibilmente, specie su costa e rilievi, con mare molto mosso od agitato. La massa d'aria in arrivo, benchè fredda, è però alquanto secca, per cui determinerà un calo dell'umidità relativa ed ampi rasserenamenti, senza però tralasciare le complicazioni a livello locale-regionale che sempre intervengono in queste circostanze.

Ovvero?
L'aria fredda proveniente dai Balcani sorvolerà il mare Adriatico le cui temperature superficiali sono ancora assai elevate, ed impatterà con la catena appenninica. Questa doppia azione, indotta dall'orografia locale, potrà innescare corpi nuvolosi sia sul mare che sui nostri rilievi all'origine di possibili precipitazioni che, date le temperature previste nei bassi strati, saranno certamente nevose da quota 200-300 metri, ma non si possono escludere anche a quote ben più basse, fino a poter interessare la fascia costiera, magari miste a pioggia. Il momento più a rischio potrebbe essere quello compreso tra il pomeriggio-sera di martedì e la mattinata di mercoledì.

La domanda è d'obbligo: dove nevicherà?
Le zone che potranno vedere nevicate intermittenti sebbene non di particolare intensità, saranno tutte quelle dell'Appennino in provincia di Forlì-Cesena e Rimini, specie sul comparto cesenate e riminese. Inoltre, a causa della possibile attività convettiva (nubi temporalesche) sul mare, qualche rovescio potrebbe interessare la fascia costiera che va dal ravennate al riminese (con interessamento a tratti delle pianure adiacenti).

Possibili fenomeni anche in pianura?
La quota neve è ipotizzabile intorno a 200-300 metri, ma in caso di rovesci tali quote potranno abbassarsi sensibilmente fino a raggiungere la costa o le zone pianeggianti. Ciò accade poichè nelle nubi convettive le precipitazione possono assumere per breve tempo elevata intensità e le forti correnti discendenti che si producono nei cumulonembi trascinano con violenza l'aria fredda presente in quota verso il suolo, consentendo ai fiocchi di neve di non fondere in tempo anche con temperature positive. Inoltre la presenza di aria secca nei bassi strati tende a fare evaporare o sublimare una notevole quantità di precipitazioni raffreddando sensibilmente l'aria sottostante. Ecco perchè si possono avere rovesci di neve o nevischio anche a temperature al suolo positive.

Di quanto caleranno le temperature?
Le temperature scenderanno inizialmente nei valori massimi portandosi ben al di sotto dei 10*C, mentre, sempre nella fase iniziale, eventuale presenza di nubi e venti sostenuti che operano un continuo rimescolamento dei strati d'aria posti a bassa quota, impediranno alle temperature minime di scendere sotto lo zero, salvo le zone di pianura più interna, vallate appenniniche ed i rilievi al di sopra dei 300-400 metri. In un secondo tempo, con l'attenuazione dei venti e presenza di cielo sereno, sarà possibile avere deboli gelate notturne. Nel complesso le temperature diminuiranno di 5/6°C rispetto ai valori dei giorni scorsi, per poi risalire nei valori massimi a partire da giovedì prossimo.

Lo aveva annunciato che il finale di novembre sarebbe stato freddo. Per dicembre per il momento cosa ci può annunciare?
Sostanzialmente gli scenari attesi per dicembre non sono molto diversi da quelli prospettati qualche giorno fa, con una prima parte del mese più soggetta a brevi passaggi perturbati di provenienza nordatlantica o nordeuropea, seguiti da moderati cali termici; ed una seconda parte tendenzialmente più stabile e mite (a parte le inversioni termiche nelle aree pianeggianti). Ovviamente si tratta di scenari a grandi linee e non sono mai da escludere andamenti a scala più ridotta di segno diverso.

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