Nicole Minetti e Renzo Bossi condannati per le spese pazze in Regione

La riminese ex igienista dentale di Silvio  Berlusconi è stata ritenuta colpevole dal Tribunale di Milano

Due anni e 6 mesi per Renzo Bossi e un anno e 8 mesi per Nicole Minetti. Questa la sentenza per il figlio del fondatore della Lega Umberto Bossi e l'ex igienista dentale di Silvio  Berlusconi emessa dal tribunale di Milano chiamato a decidere su 57 tra ex consiglieri ed ex assessori lombardi accusati in gran parte di peculato, alcuni di truffa, per avere presentato rimborsi ingiustificati per pranzi, cene e "altri servizi di presunta rappresentanza" fra il 2008 e il 2010 per un valore complessivo di circa tre milioni di euro. Nella sua requisitoria del marzo 2017, il pm Paolo Filippini aveva chiesto la condanna per peculato degli imputati a pene che vanno da un anno e dieci mesi a sei anni di carcere. E dei 57 imputati sono in 52 a essere stati condannati con pene che vanno da un anno e 5 mesi a 4 anni e 8 mesi. Tra questi spiccano le condanne a 4 anni e 8 mesi per Stefano Galli, l'ex capogruppo della Lega in Regione, 1 anno e 6 mesi con sospensione della pena e non menzione per Stefano Maullu ex di Forza Italia** , 2 anni e 2 mesi per Alessandro Colucci del gruppo Misto.

Per Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega in Senato la condanna è di 1 anno e 8 mesi. Due mesi in meno per Angelo Ciocca che della Lega è eurodeputato. Escono indenni dal processo in 5: Massimo Ponzoni, Daniel Luca Ferrazzi, Romano Colozzi, Carlo Maccari e Davide Boni. ''A mio modo di vedere -dice all'Adnkronos Daniele Granara che in Liguria è parte in causa in analogo processo- se vi sono spese autorizzate dalConsiglio regionale la giurisdizione non dovrebbe entrarci. Perché la responsabilità va valutata secondo principi giuridici e la Costituzione garantisce l'autonomia regionale. Cioè è la stessa Costituzione che per garantire l'indipendenza accetta il rischio di abusi. E se la spesa è riconducibile direttamente o indirettamente all'esercizio delle funzioni, ed è approvata dagli organi competenti della Regione, lo ribadisco, la giurisdizione non trova applicazione''.

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