Niente più scarichi di liquami fognari nel mare di Rimini nord

Psbo, cinque condotte su sette trasformate in sfoghi per sole acque meteoriche: a giorni la riclassificazione della fossa Matrice, fine giugno tocca al Sortie

Il quarto sfioratore andrà “in pensione” tra qualche giorno, il quinto circa alla fine di giugno: segna quasi il giro di boa il percorso previsto dal Piano di salvaguardia della balneazione ottimizzato, il programma di ristrutturazione e revisione del sistema fognario messo a punto dal Comune di Rimini, Hera e Romagna Acque e che prevede entro il 2020 il superamento dei dodici scarichi di acque miste e dell’Ausa presenti sul tratto di costa riminese, consentendo di non dare più luogo a divieti di balneazione. Dopo le fosse ‘Spina-Sacramora’, ‘Turchetta’ e ‘Pedrera Grande’, a giorni anche il Matrice, sfioratore presente tra Rivabella e San Giuliano e a cui fanno riferimento le acque di balneazione a nord e a sud della foce del Marecchia, sarà indicato come sfioratore per “sole acque meteoriche e di drenaggio”: la sua apertura comporterà il riversamento in mare di sole acque bianche, garantendo dunque la balneabilità dei tratti adiacenti. Stessa sorte anche per la fossa Sortie, nella zona del porticciolo di Viserba, che tra la fine di giugno e l’inizio di luglio diventerà solo sfogo per acque meteoriche. Il prossimo step invece interesserà gli ultimi due sfioratori presenti a nord, il Brancona e il Viserbella, i cui lavori per la separazione delle reti inizieranno nel 2019, in sincronia con i lavori di riqualificazione urbana e ambientale finanziati attraverso il “bando periferie”.

Un risultato importante frutto dell’avanzamento dell’intervento di separazione della rete fognaria di Rimini e del coinvolgimento diretto dei cittadini, chiamati attraverso specifiche ordinanze ad allacciare gli scarichi delle acque reflue della propria abitazione o della propria attività alla rete sdoppiata (sette le ordinanze portate a termine dal 2014, una in corso di attuazione, oltre duemila gli allacci privati regolarizzati). Operazione che adesso, alla luce degli interventi strutturali portati a termine, si sposta anche nella zona sud di Rimini: a inizio aprile infatti è stata pubblicata la prima ordinanza per la regolarizzazione degli allacci che interessa 400 fabbricati di 29 vie di Miramare. L’intervento consentirà di superare il divieto di balneazione nelle acque circostanti lo sfioratore Roncasso.

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“Passo dopo passo stiamo ridisegnando la cartina della costa della città – sottolinea l’assessore all’Ambiente Anna Montini – Siamo praticamente a metà del percorso che porterà Rimini a essere la prima città costiera a risolvere in maniera definitiva il problema degli scarichi a mare, consentendo la balneabilità anche dopo precipitazioni intense. Un Piano che consentirà un progresso sotto il profilo ambientale, della qualità della vita e che riposiziona il mare al centro dello sviluppo e della crescita del nostro territorio.  Nella zona nord, dove si è partiti già dal 2014 grazie alla presenza di una parte di rete fognaria già separata, siamo allo scatto finale, ‘cancellando’ i divieti di balneazione temporanei su gran parte del tratto costiero: su sette sfioratori presenti, ai tre già da tempo riclassificati, se ne aggiungeranno altri due a breve, Matrice e Sortie. All’appello quindi ne mancano solo due, quelli che fanno riferimento alle fosse Brancona e Viserbella (la Turchia), i cui lavori inizieranno nel 2019. Ora, inoltre, il piano tocca anche la zona più a sud, dove sono iniziati i sopralluoghi tra i privati per l’applicazione dell’ordinanza nel bacino del Roncasso: credo che i risultati che si stanno ottenendo tra Torre Pedrera e San Giuliano possano essere lo ‘spot’ migliore per convincere del grande valore e della necessità di questa operazione per la quale è indispensabile la collaborazione dei cittadini”.

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